Incubo Lecce per la Reggiana Una scoppola come all’andata
I salentini sono di un altro pianeta e calano un poker: i granata non sfruttano gli assist arrivati dagli altri campi
Jacopo Della Porta
REGGIO EMILIA. Un deciso passo indietro dopo la prestazione di Venezia, che era stata positiva nonostante la sconfitta.
Il Lecce si conferma l’incubo della Reggiana, alla quale ha segnato 11 dei suoi 48 gol complessivi in questo campionato (viceversa il 25% delle reti subite dai granata sono di marca giallorossa).
La squadra di Massimiliano Alvini, ben lungi dallo sfruttare i risultati favorevoli del turno (non parliamo di vendicare l’andata), crolla sotto i colpi dei pugliesi. Va detto che la formazione di Eugenio Corini si dimostra di un altro pianeta.
L’auspicato sorpasso alla Cremonese, prossima avversaria dello scontro salvezza di sabato, si rivela un’illusione della vigilia.
Il Lecce scende in campo con maggiore convinzione e mette subito in chiaro di avere intenzioni molto bellicose, senza curarsi troppo dei nove assenti in formazione (e del resto la qualità della sua rosa glielo consente).
L’approccio dei granata, invece, è piuttosto timido.
I salentini trovano facilmente belle geometrie di gioco e si avvicinano alla porta di Venturi già al 5’ con un tiro di Henderson da poco dentro l’area che termina però fuori di molto.
Al 13’ l’estremo difensore granata deve superarsi con un bel tuffo alla sua destra per respingere la punizione di Coda. Poco dopo Costa atterra in area Pettinari, dopo un’altra bella discesa degli ospiti. Dagli 11 metri Coda spiazza Venturi e pone fine a un’imbattibilità casalinga che al Città del Tricolore durava da 237 minuti (dal gol di Brescianini della Virtus Entella).
La reazione dei granata non si vede, mentre il Lecce continua a spingere sull’acceleratore come se niente fosse e al 29’ trova il raddoppio con un grande gol di Majer: Ardemagni respinge un calcio d’angolo battuto dalla sinistra e il numero 37 giallorosso lascia partite un missile da fuori area che si insacca sotto la traversa.
Il coltello salentino affonda nel burro del Giglio con facilità e al 32’ Coda raccoglie un cross di Pettinari e tutto solo cala il tris.
A inizio ripresa Alvini sostituisce un evanescente Siligardi e inserisce Lunetta. Ma il copione non cambia affatto. Al 52’ La Reggiana si trova in dieci per l’espulsione di Ajeti (brutta tegola in vista di Cremona) per doppia ammonizione rimediata in pochi minuti e a quel punto inizia a incombere lo spettro del 7-1 dell’andata.
Henderson al 56’ fallisce il poker a porta vuota. Alvini capisce che è il momento di correre ai ripari e si copre mandando in campo Mazzocchi, Espeche e Gyamfi al posto di Radrezza, Ardemagni e Laribi, apparsi un po’ sulle gambe.
Il Lecce sfiora ancora il quarto gol al 63’ quando Meccariello cerca la magia di tacco da due passi. La Reggiana ha un sussulto d’orgoglio al 70’: Pezzella batte una punizione dalla destra, Varone devia di testa e Mazzocchi e Costa per un soffio non correggono in rete.
Lunetta all’80’ commette ancora una leggerezza difensiva. Dopo l’intervento a Venezia, si ripete con un altro fallo da rigore al Città del Tricolore, atterrando Nikolov. Così Stepinski segna il quarto gol dal dischetto.
La Reggiana, dopo questa scoppola, dovrà essere brava a rimettersi subito in piedi in vista delle sfide salvezza che l’attendono. La speranza è che presto rientrino anche pedine importanti, di cui si sente la mancanza. I granata prima di ieri sera erano reduci da 10 punti nelle ultime 4 gare casalinghe: 3 vittorie ed 1 pareggio, con l’ultimo k.o. che era datato 9 gennaio scorso, 0-2 dal Cittadella.
La buona notizia è che in questa stagione la Reggiana non incontrerà più il Lecce. —
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