Il pilone Guido Romano «Debutto con vittoria meglio di così....»
Il ventiduenne schierato nei 15 titolari contro Mogliano «Quando coach Manghi chiama, io ci sono»
L’intervista
L’arte di farsi trovare pronto. Guido Romano, 22 anni, pilone del Valorugby, domenica scorsa contro il Mogliano ha indossato l’la prima volta, da quando è a Reggio, la maglia “numero 1”, quella che negli spogliatoi durante il pre-partita viene lanciata sulle spalle del pilone sinistro titolare.
«Non posso nascondere che un po’ di ansia nei primi minuti l’ho subìta, commettendo anche qualche piccolo errore. Ma poi, via via, l’ansia ha fatto spazio all’adrenalina e all’emozione di mettere il mio contributo al servizio della squadra divertendomi e godendomi il momento».
Una gioia personale e una collettiva, data dalla vittoria...
«Mi interessa molto di più la vittoria dei Diavoli che non giocare o meno titolare. Fa comunque piacere sentire la fiducia di coach Manghi e dei miei straordinari compagni di squadra. Giocare e allenarsi con campioni del calibro di Chistolini e Muccignat è un privilegio, da loro imparo qualcosa ogni giorno».
Contro Mogliano è arrivata una vittoria molto importante per il Valorugby che ha di fatto “staccato il biglietto” per i play off Scudetto.
«Sapevamo che era una partita molto difficile, visto che loro sono di fatto la quinta forza del campionato e hanno messo in difficoltà tutte le big. Averli battuti sia in casa che in trasferta, ci dà fiducia e margine in classifica per la griglia play off».
Ora che i playoff sono una certezza c’è il rischio di un calo di tensione?
«Non deve assolutamente accadere. Anche perché adesso l’obiettivo è un passo ulteriore. Ora dobbiamo fare più punti possibili per avere la chance di giocarci in casa almeno la semifinale, anche se quest’anno con gli stadi a porte chiuse credo sarà più importante arrivare in condizione a maggio che non il campo di gioco su cui si disputeranno semifinali e finale».
Petrarca, Rovigo, Calvisano: quale la più temibile?
«Il Petrarca mi ha fatto un’ottima impressione e la classifica lo conferma. Hanno cambiato parecchio rispetto alla stagione scorsa, ma hanno una confidenza che sanno portare in campo. Anche Rovigo e Calvisano hanno ottimi giocatori, credo comunque che noi, se in condizione ottimale, ce la possiamo giocare con tutti».
Nato e cresciuto all’Aquila, Romano ha trovato la sua consacrazione sportiva e umana qui a Reggio. È così?
«Sì. Sono arrivato nell’estate del 2019 e non potevo fare scelta più felice che abbracciare il progetto Valorugby. La società è il top, lo staff tecnico competente e preparato, i compagni di squadra sono degli amici. Reggio mi piace perché vengo comunque da una piccola città come L’Aquila, la dimensione umana è quella, con la differenza che Reggio ha servizi eccellenti in tutti i campi». —
R.S.
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