Dal papà supertifoso ai figli grandi talenti l’hockey è di casa nella famiglia Busani
I fratelli Nicolò e Riccardo sono due promesse del Roller Scandiano Il padre Luca rimase folgorato dalle imprese della Reggiana anni ’80
la storia
Massimo bassi
Nicolò, Riccardo, Elisa, Luca... è qui che l’hockey ha deciso di stare di casa. Parliamo della famiglia Busani, residente a Fellegara di Scandiano. La realtà parla, anzi canta, di due fratelli - Nicolò e Riccardo - e racconta che sono pilastri del settore giovanile del Roller Scandiano, nonché promettentissimi giocatori.
Nicolò, 17 anni, è anche aggregato alla squadra di A1, con la quale ha già segnato – nella stagione in corso - quattro reti.
Dove tutto ebbe inizio
Ma la storia parte da lontano. Lontanissimo. Quasi si perde, affondando le radici in un anno che nella storia ci è entrato davvero, il 1982. Luca, papà di Riccardo e Nicolò, all’epoca aveva quindici anni, ed era supertifoso della Reggiana Hockey - targata Corradini - che in quella stagione (in cui disputava le partite casalinghe a Scandiamo) divenne la prima squadra nella storia dello sport maschile provinciale a vincere uno scudetto.
Salì su uno dei due pullman (insieme a chi scrive...) che portarono la squadra a Novara, nella partita decisiva dell’ultima giornata (finita in modo trionfale) - e anni dopo entrò nella dirigenza del Roller Scandiano, nella quale è rimasto per undici anni.
Ora si dedica ai suoi due super campioncini: «Auguro a Riccardo – dice – di raggiungere tutte le soddisfazioni ottenute da Nicolò, che nelle giovanili ha conquistato uno scudetto, un secondo posto, un podio nella Coppa Italia e ha vissuto una doppia esperienza in Spagna con l’Eurockey Cup, prima di approdare, dopo un’ottima stagione in B, in serie A1».
Orgoglio di mamma
Elisa Carnevali, moglie di Luca e mamma di Riccardo e Nicolò, vive l’esperienza di entrambi in modo appassionato e fiero: «Come mamma sono molto orgogliosa dei miei ragazzi, anche perché sto riscontrando che, dopo tanti sacrifici, finalmente stanno raccogliendo delle gran belle soddisfazioni».
Ed eccoli qui, i due primattori. Diamo la precedenza al... precedente.
Nicolò ha cominciato con l’hockey quando era un bambino piccolo. «Avevo cinque anni», ci spiega.
Ora divide il suo impegno tra le formazioni di A1 e la Under 19. Ma nel cassetto Nicolò ha un sogno ben preciso.
«Mi piacerebbe molto diventare hockeysta di professione, anche se mi rendo conto che la strada è ancora lunga: dovrò lavorare sodo e impegnarmi parecchio».
Riccardo, classe 2009, è, a detta degli addetti ai lavori, classe pura. Capitano dell’Under 13 rossoblù, ha vinto la classifica marcatori del girone di Coppa Italia con ventisette gol in sei partite, distanziando il secondo di dodici segnature – e nel girone di Campionato della stessa categoria si sta addirittura superando, con tredici centri in due partite. A proposito di miracoli del limite, gioca anche nella formazione del Roller Scandiano Under 15.
Dite che i quindicenni siano avversari di stazza eccessiva per un undicenne? Non per certi undicenni. O diciotto gol in sette partite – tra Coppa e Campionato - vi sembran pochi? Questi numeri testimoniano del suo indiscusso valore.
Nessuna rivalità
Riccardo sta seguendo le orme del fratello, all’insegna di una passione che permea la famiglia Busani. «Anche io ho cominciato a giocare quando avevo cinque anni, come mio fratello, che tra l’altro mi dà sempre consigli e mi insegna tante cose».
Il fratello, già... Per spiare un po’ se se tra i due ci sia una qualche forma di affettuosa rivalità, proviamo a solleticare Ricky chiedendogli se ha mai pensato che forse, Nicolò, alla sua età non era così forte come lui.
«Spero di diventare bravo come lui – risponde senza esitare e senza scomporsi – e di vincere anch’io, come lui, uno scudetto».
Avanti tutta, avanti tutti. —
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