Martinelli scalpita per tornare «Sogno di fare il gol salvezza»
Il numero 3 granata è ai box per un infortunio e ne avrà ancora per un mese «Stiamo bene: con il Lecce non è stato un problema fisico ma mentale»
Nicolò Valli
REGGIO EMILIA. Riccardo Martinelli è tra le sorprese più belle di questa stagione. Il centrale classe 1991 nativo di Arezzo si è reso protagonista di una crescita tecnica e caratteriale notevole. «I meriti sono da dividere tra compagni di squadra, mister e la mia applicazione», dice il numero 3 granata, attualmente ai box per un problema fisico.
Quando la rivedremo in campo?
«Penso ci vorrà un altro mesetto. Sembrava potesse essere qualcosa di leggero, invece è stato più grave del previsto. Dispiace perché vorrei essere presente a dare una mano».
Il contributo a livello di incitamento però non manca, anche se solo dalla tribuna.
«Il gruppo è fondamentale, anche chi al momento non è disponibile è infatti sempre vicino alla squadra. Vado tutti i giorni al campo e cerco di fare sentire la mia presenza: questa è la nostra forza».
Che spiegazione si è dato per la sconfitta contro il Lecce?
«Non può essere una questione fisica, perché sino a dieci giorni fa abbiamo messo sotto diversi avversari. Credo piuttosto sia stato un problema mentale, con un atteggiamento non battagliero».
Quello che invece servirà sabato pomeriggio a Cremona.
«Una partita importante, anche se non decisiva; mi aspetto una gara molto fisica, loro saranno agguerriti. Chi vincerà più duelli, avrà maggiori possibilità di successo. Alvini sta lavorando sulla testa dei giocatori senza mettere eccessiva pressione alla squadra».
Quanto sta imparando da Ajeti in termini di leadership? Yao la sorprende?
«Ajeti ha giocato a livelli importanti ed in campo porta tranquillità. Yao mi ha stupito, dispiace che sia fuori perché stava facendo bene».
L’attaccante più difficile da marcare in stagione?
«Fisicamente un paio, Parzysek del Frosinone e Ceter del Pescara. Tecnicamente tanti, a cominciare da Tutino della Salernitana e Morosini dell’Entella».
Alla Lucchese il suo compagno di reparto era Matteo Gabbia, oggi al Milan. Siete ancora in contatto?
«Ci sentiamo spesso, quando è venuto a Reggio per Sassuolo-Milan mi ha fatto avere la sua maglia. È motivo d’orgoglio vederlo giocare in Europa League».
Oltre al calcio, c’è qualche hobby particolare?
«Mi piace pescare. Pochi giorni sono andato al laghetto di fronte al tribunale con il fisioterapista e Radrezza».
Ogni tanto ripensa al colpo di testa contro il Pisa alla prima giornata?
«Un’emozione indescrivibile. Sogno però già di ripetermi: ho aperto la stagione in questo modo, sarebbe bellissimo chiuderla col gol salvezza». —
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