Gazzetta di Reggio

Sport

il cammino dei Granata  

La danza della Reggiana dentro e fuori la zona calda

Wainer Magnani

La squadra di mister Alvini oscilla da inizio stagione tra la salvezza e i playout Non trova continuità di risultati ma nel girone di ritorno sta facendo più punti

3 MINUTI DI LETTURA





Wainer Magnani

REGGIO EMILIA. Reggiana e Cremonese sono divise da un solo punto ma nella classifica del girone di ritorno ne hanno conquistati entrambi 10 e in questa speciale graduatoria sono al decimo posto, quindi in piena zona salvezza.

Un elemento che evidenzia come la Reggiana di mister Massimiliano Alvini sia migliorata rispetto alla prima parte di stagione dove aveva chiuso l’andata a 18 lunghezze, in zona playout, con un bilancio di 5 vittorie, 3 pareggi e 11 sconfitte.

Un avvio del girone di ritorno certamente migliore rispetto all’andata dove aveva conquistato 2 vittorie, un pareggio e 5 sconfitte con una graduatoria che la poneva in zona play out.

L’analisi delle classifiche a confronto evidenzia proprio due aspetti: l’incapacità della Reggiana di avere continuità di risultati, dato che i granata vincono o perdono ma non sanno pareggiare.

allergici al pareggio

Rozzio e compagni hanno il record di sconfitte, 15 battute d’arresto come Pescara ed Entella, ed è la squadra che ha ottenuto meno pareggi: solo quattro. Per fortuna che nella tabella delle vittorie figurano 8 successi, che sono decisamente superiori alla media delle squadre di bassa classifica.

Una discontinuità di rendimento e di risultati che ha trasformato il campionato della Reggiana in un vero e proprio “ascensore” tra la zona salvezza e i play out con qualche puntata in zona retrocessione.

Sull’ottovolante

La squadra di Alvini ha avuto un buon avvio di stagione (pari col Pisa e vittoria a Chiavari con l’Entella) per poi precipitare, dopo la sconfitta a tavolino con la Salernitana, in zona playout. La risalita è iniziata con il successo esterno a Cosenza.

Poi una nuova flessione, che ha portato i granata a toccare anche la zona retrocessione dopo la sconfitta a Ferrara con la Spal, figlia di un periodo davvero nero.

Ma ogni volta che i granata sono stati sul punto di crollare, ecco che è spuntato fuori l’ orgoglio e il carattere per acciuffare la vittoria scaccia-crisi.

Così, la vittoria col Vicenza e poi il doppio successo con Ascoli e Cittadella hanno ridato fiato alle trombe granata, fino a quando le sconfitte con Venezia e Lecce hanno riportato il gruppo nella zona calda dei playout.

Un “su e giù” che si spiega anche col fatto che la Reggiana non ha mai dato vita a una lunga serie di risultati utili, ma solo a due mini-strisce positive di tre risultati utili: all’andata pari con Cremonese e vittoria con Monza e Cosenza, nel ritorno vittoria con Ascoli, Cittadella e pari con la Salernitana.

Discorso simile con le prestazioni della squadra che però non sono mai state abbinate ai risultati, anzi spesso la Reggiana ha vinto giocando male e ha perso giocando bene.

La Reggiana ha girato a 18 punti e se la quota salvezza è fissata a 46 punti, nel girone di ritorno, ne deve conquistare 28.

Facendo un calcolo matematico se nelle prime otto giornate del ritorno ha conquistato 10 punti significa che nelle ultime 11 partite deve ottenere 18 punti, quindi una media di 1,6 punti a partita. Considerando il fatto che la Reggiana non sa pareggiare, deve porsi l’obiettivo di vincere 6 partite su 11. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google