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L’ipotesi di ripartenza dell’Eccellenza divide gli ex granata De Falco e De Agostini

Luigi Cocconcelli
L’ipotesi di ripartenza dell’Eccellenza divide gli ex granata De Falco e De Agostini

Per il dirigente della Savignanese «è giusto riprendere» per l’allenatore del Portogruaro «lo si fa solo per soldi»

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Luigi Cocconcelli

REGGIO EMILIA. La parola definitiva spetta alla Federazione, ma visto che il presidente Gravina è stato il primo a pronunciarsi a favore della ripresa, ormai il dado è tratto.

Il campionato di eccellenza riprenderà su base volontaria, con l’unica penalità, per chi optasse per stare fermo, dell’impossibilità per un biennio di ricorrere ad un eventuale ripescaggio.

I pareri sono discordi, favorevoli e contrari si dividono sull’opportunità di tornare in campo. Due ex granata che sono rimasti nel calcio e in questo momento sono proprio dirigenti e allenatori di squadre che militano in Eccellenza, Totò De Falco e Stefano de Agostini la pensano diversamente. Per il primo, attualmente dirigente della Savignanese, si tratta di mantenere una promessa. Non è tanto il desiderio di riprendersi quella serie D persa un anno fa a tavolino, quanto il tener fede ad un impegno con i ragazzi a spingere De Falco sulla sponda dei favorevoli. «Ad ottobre- dice- la situazione non era diversa, che si sarebbe giocato a porte chiuse, in assenza di sponsor era chiaro, noi ne abbiamo tenuto conto, costruito una squadra con i giovani del vivaio e qualche “vecio”,i ragazzi già sono tra quelli che soffrono maggiormente la pandemia, consentire loro un minimo di attività mi pare naturale». Non sarà che - azzardiamo - ci si batta per tornare a giocare perché vi sono realtà che nascondono dietro rimborsi spesa un professionismo mascherato?

«Qua in Romagna per quello che so no, da noi, ad esempio, al massimo ci sono rimborsi da mille euro se uno viene da Imola per allenarsi e giocare, ma io sono più preoccupato per il magazziniere, per chi lavora a tempo pieno per la società e non ha altri proventi». Per De Falco quindi ci sono le condizioni per ripartire: «La situazione tra Eccellenza e serie D è simile, se là ci riescono lo possiamo fare anche noi, se no bisogna stoppare anche la quarta serie, se invece ci sono ragioni di salute allora si chiuda tutto».

Diametralmente opposto il parere di Stefano De Agostini, che in estate, dopo anni di panchina in D , ha accettato l’offerta di una nobile decaduta, a questi livelli, come il Portogruaro. «La storia della ripartenza dell’Eccellenza - dice - tutta una farsa, dettata dall’aspetto economico, siamo ormai a primavera, in D non si contano le partite rinviate per giocatori positivi, ne basta uno per rimandare l’impegno. E siccome si parla di partire con un protocollo identico a quello della D, mi chiedo quante partite si giocheranno. A meno che non si pensi di tenere tutti quelli che ruotano attorno a una squadra in una bolla fino a fine campionato. Per cosa poi? No, davvero: meglio star fermi, attendere le vaccinazioni e ripartire a settembre in condizioni di sicurezza». —

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