La pallavolista Lugli: i campionati dilettantistici sono come una giungla
BOLOGNA.Cinque giorni dopo il post sui social con cui ha scatenato un terremoto nel mondo dello sport dilettantistico, e non solo, Lara Lugli tira le somme e invita il movimento a passare dalle parole ai fatti. E lo fa nel giorno in cui una campionessa di sport come Valentina Vezzali è stata nominata sottosegretario.
«Siamo riusciti a fare indignare il New York Times per questa cosa, noi non ci possiamo indignare perché già eravamo a conoscenza di quali sono i compromessi che noi atlete abbiamo accettato finora. Adesso abbiamo il dovere, il potere, di fare qualcosa, perché si è scoperchiato un vaso di Pandora che ha fatto uscire tutto questo».
La pallavolista carpigiana, 41 anni, è impegnata in un contenzioso con la Volley Pordenone (oggi Maniago Pordenone) per fatti risalenti al 2019: dopo la rescissione del contratto a marzo di due anni fa, che ha fatto seguito alla comunicazione della gravidanza, non ha mai ricevuto lo stipendio di febbraio. Alla sua ingiunzione di pagamento, la società ha risposto con una citazione in opposizione al decreto ingiuntivo, sostenendo di aver subito danni dalla gravidanza dell'atleta (che poi perse il bambino per un aborto spontaneo). Il club di Pordenone però contesta questa ricostruzione, sostenendo «che non sia andata in questi termini».
Lugli è tornata sulla sua vicenda nella videoconferenza stampa di presentazione delle Finali di Coppa Italia di Volley in programma a Rimini il 13 e 14 marzo: «Questa non è solo la mia storia, coinvolge tutti gli atleti che fanno questo sport. Non è giusto che dobbiamo scendere a questi compromessi per fare quello che ci piace, che sappiamo fare, che è la nostra vita», le sue parole.
La sua storia è finita sul Guardian e la pallavolista è stata invitata dalla docente di un liceo modenese per un intervento in classe.
La sua, ribadisce, non è una storia isolata: ci sono «società serissime e bravissime», ma la sua vicenda «non è un caso perché mi hanno scritto tante giocatrici a cui è successa la stessa cosa». I campionati dilettantistici, rincara, sono «una giungla». —
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