«Il lockdown mette a rischio lo stage del Montecchio in sinergia con l’Atalanta»
Il responsabile del settore giovanile giallorosso Samuele Ferrari fa il punto della situazione del club e svela i progetti futuri
l’intervista
Il lockdown sportivo di questo mese rinvia i piani del Montecchio, che stava definendo i dettaglio per uno stage con gli istruttori dell’Atalanta, previsto, almeno sulla carta, per il mese di giugno.
Al momento, il progetto è ancora in calendario, ma lo stop forzato di questi giorni e l’incertezza sui numeri del contagio, che sono purtroppo progrediti negli ultimi tempi, hanno obbligato la società del presidente Massimiliano Palmia a rivedere un po’ i programmi, compreso l’inizio dei lavori di costruzione del sintetico e della tecnostruttura nell’area del Centro sportivo Silvio D’Arzo, già concordata col Comune.
«Anche noi, come altre società, siamo stati costretti ad interrompere l’attività giovanile - spiega Samuele Ferrari, coordinatore del settore giovanile giallorosso - siamo però convinti che il lavoro svolto fino a questo momento abbia continuato a dare stimoli ai ragazzi, malgrado l’impossibilità di giocare gare ufficiali e partitelle di allenamento. A tal proposito, i nostri allenatori, per questo lockdown di marzo e di inizio aprile, hanno già preparato video training e iniziative per tenere collegati i ragazzi all’attività sportiva, incentivandoli a misurasi con loro stessi attraverso vari esercizi di tecnica individuale da fare in cortile».
È in programma uno stage con gli istruttori dell’Atalanta. È saltato?
«È ancora in programma, ma in stand-by, visto che non sappiamo cosa accadrà da domani in poi. Sia noi che loro, comunque, stiamo cercando di essere molto flessibili per poter valutare ogni possibilità di lavorare assieme, ma in totale sicurezza».
Prevedi quindi che in estate ci saranno iniziative sul campo?
«L’idea è quella di fare qualcosa. Mi auguro di cuore che fra giugno e luglio si possa vivere una situazione differente rispetto a quella attuale: gli organi competenti stanno proseguendo con le vaccinazioni e quindi, fra tre mesi, ci saranno molte più persone vaccinate, libere di tornare alla vita di tutti i giorni».
Qualche iniziativa estiva quindi forse ci sarà, ma difficilmente si faranno dei tornei. Vero?
«Ci proveremo senz’altro, ma non sarà semplice, visto che per organizzare tornei, che significa muovere tante persone, occorre che ci sia una situazione di tranquillità e la possibilità di spaziare un po’ su vari fronti da parte degli organizzatori, cosa che attualmente non è ancora possibile; non so, quindi se, a cavallo dell’estate, saremo già in grado di avere tale libertà d’azione. Se riuscissimo a mettere in piedi lo stage con l’Atalanta sarebbe giù un grandissimo risultato… ma ho qualche dubbio».
Questo stop forzato per voi rappresenta una doppia beffa in quanto stavano per partire i lavori per la costruzione del sintetico e della tensostruttura, che si sarebbero dovuti concludere entro l’estate…
«Sì, si tratta di un intervento da 500 mila euro finalizzato proprio a far giocare tutti i nostri tesserati e non solo, ma per ora credo sia tutto rinviato, mi auguro di pochissimo. Il Montecchio, così come ha fatto dal primo giorno di pandemia, è sempre rimasto vicino ai propri tesserati e lo farà anche in futuro, mettendo sempre ognuno di essi nelle condizioni di lavorare bene e in sicurezza. Le società sportive, infatti, sono sempre più figure fondamentali nella vita dei ragazzi e vanno a completare il lavoro della famiglia e della scuola, ciò significa che la nostra è una responsabilità sempre più grande nei confronti dei nostri ragazzi e in quest’ottica la programmazione dell’attività del vivaio risulta assolutamente decisiva». —
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