Difendere i playout fino allo sosta per poi ritrovare tutti
Rozzio e compagni devono tenere duro in attesa che si svuoti l’infermeria
il momento no
Difendere la posizione playout, facendo tre/quattro punti nelle prossime due gare e poi recuperare uomini ed energie mentali per le ultime otto partite. È questo l’obiettivo minimo della banda di Alvini, che è stordita e all’angolo, ma deve tentare assolutamente di reagire. Dovrà farlo domani, a Monza, su un campo difficilissimo ma non impossibile (come dimostra il risultato dell’andata e alcuni passi falsi della squadra di Brocchi). Dovrà farlo assolutamente nella “finale” con il Cosenza: i calabresi sono dietro di un punto e domani giocheranno in casa con il Vicenza. In queste due partite i granata dovranno evitare di essere sorpassati dai Lupi e al tempo stesso dovranno rintuzzare l’assalto dell’Ascoli, che è in zona retrocessione diretta a quattro lunghezze. La Reggiana fa i conti da inizio stagione con una lunga serie di infortuni. La scialuppa di salvataggio alla quale si guarda è dunque la sosta (così come è accaduto in occasione di tutte le precedenti interruzioni del campionato). A Cremona sono stati convocati, ma non hanno giocato, Yao e Kargbo. Del Pinto è tornato in campo dopo la botta rimediata a Venezia, mentre Ardemagni, apparso non del tutto recuperato con il Lecce, è rimasto in panchina. All’appello mancano ancora Muratore e Rossi, che invece si rivedranno dopo la sosta, per la gara del primo aprile a Frosinone. Per quella data non dovrebbe essere disponibile il solo Martinelli, oltre a Zampano. A Monza mancherà Libutti, a causa del rosso diretto rimediato allo Zini, mentre sono da valutare Gyamfi (rimasto negli spogliatoi nell’intervallo) e Varone, uscito un po’ dolorante a un quarto d’ora dalla fine. —
J. D. P.
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