L’Eccellenza vuol ripartire copiando il modello sbagliato
Ieri l’ennesimo rinvio nel campionato di serie d
REGGIO EMILIA. Doveva essere la domenica dei recuperi e invece si registra l’ennesimo rinvio. È il campionato di serie D, quello da cui l’Eccellenza vorrebbe prendere esempio per ripartire in aprile. La partita tra Real Forte Querceta è stata infatti rinviata per la positività di un giocatore della formazione toscana.
Se questo è l’esempio da seguire, non vorremmo essere nei panni dell’Eccellenza. Non a caso, nell’ultimo sondaggio fatto dalla Lega dilettanti, soltanto il 40% delle società si è detta disposta a ripartire. E al di là della percentuale quel che colpisce è la divisione quasi geografica dei due “partiti”: al nord prevalgono i no alla ripartenza, con l’eccezione della Lombardia, una specie di enclave le cui società si sono invece espresse per tornare in campo. Al centrosud invece si spinge per ripartire. E la spiegazione starebbe proprio nei famigerati rimborsi spese. Eccellenza e serie D, da quelle parti, sono fatte da dilettanti sui generis, calciatori che nella maggior parte dei casi si allenano di giorno e spesso fanno di quell’attività un mestiere.
Intanto, però, il campionato che l’Eccellenza vorrebbe prendere a esempio, fa i conti di partite rinviate che anziché calare, rischiano di aumentare. Saltata quella di ieri per la seconda volta, la Correggese dovrà poi recuperare la partita interna con il Rimini che a sua volta deve recuperare anche l’unica partita che manca all’appello del Lentigione. La Bagnolese ha invece al momento una sola partita da dover recuperare, che è quella in esterna col Forlì.
Fin qui la serie D che conosciamo. E l’Eccellenza come se la caverà? Vero è che le partite di questo immaginifico campionato di Eccellenza in versione quasi post-bellica sarebbero alla fine 9 in tutto. Da giocarsi da aprile a giugno. Nove partite che dal punto di vista del risultato sportivo possono apparire allettanti: nessuna retrocessione e una possibilità di salire in serie D: massimo risultato, minimo sforzo. E dal punto di vista economico? Per le dieci squadre che si apprestano a partecipare a questo mini-torneo, occorre tenere presente le spese - completamente nuove - per i tamponi a cadenza settimanale. Spese che dovranno essere completamente a carico delle società.
Il “modello Serie D” in questo caso è affidabile. Tutte le società di serie C e D si affidano a una azienda che ha stipulato un accordo sia con la Lega nazionale di serie C, sia con la Lnd che sarà quella che dovrà far applicare i protocolli anche per la ripartenza dell’Eccellenza.
In base a questi accordi, i test antigenici eseguiti ogni settimana su tutti i componenti del cosiddetto “Gruppo Squadra” costano 9,50 euro ciascuno. E significa che ogni settimana una società come Correggese, Bagnolese e Lentigione, spende in media 300 euro a settimana, 1200 euro ogni mese. —
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