«Lo sport giovanile non andava fermato»
Lo psicologo Zoppi: «Le esigenze dei ragazzi prima di tutto A forza di stare fermi molti rischiano di perdere stimoli»
Nicolò Valli
REGGIO EMILIA. L’Eccellenza sta per ripartire, i bambini e i ragazzi smettono persino di allenarsi. Da ieri l’Emilia Romagna è ufficialmente zona rossa, e questo è il primo paradosso che salta agli occhi.
Tantissimi bambini e ragazzi si trovano confinati a casa, senza poter andare a scuola al mattino e a praticare sport con i compagni al pomeriggio.
La loro routine è stata stravolta e, spiega lo psicologo Corrado Zoppi, i danni possono essere molteplici: «L’essere umano è fatto per relazionarsi - illustra l’esperto - ed il computer non può sostituire del tutto questa necessità. I giovani non stanno praticamente più uscendo di casa, con la conseguenza che molti di loro stanno iniziando a soffrire di apatia, disturbi caratteriali ed alimentari. L’allenamento rappresentava per loro un momento di svago, ed invece in questo momento trovano nella televisione o nei videogiochi l’unico passatempo possibile». Inevitabile che a fronte di un aumento della curva dei contagi le restrizioni abbiano toccato anche la sfera sportiva; per Zoppi, però, si poteva trovare un modo per proteggere le nuove generazioni: «La scuola in presenza e lo sport sono i migliori vaccini possibili- continua- è vero che la situazione sanitaria non è delle migliori, ma toccherebbe a noi adulti fare i sacrifici maggiori. In ogni caso bisogna portare pazienza, aiutando e spronando i nostri figli a muoversi nei dintorni di casa: l’obesità è un altro problema da non sottovalutare in un periodo come questo». Molte famiglie, nel constatare come alcune federazioni abbiano posto in cima alle loro priorità le categorie senior, hanno espresso la loro indignazione tramite social network e lettere di protesta; un pensiero condiviso anche dallo psicologo, per cui la ripartenza dell’Eccellenza e di altri campionati avrebbe potuto coesistere con la ripresa delle competizioni giovanili: «Lo sport è un’agenzia educativa fondamentale; capisco che si abbia interesse a fare ripartire determinati tornei, ma se proprio bisogna scegliere vanno messi davanti a tutto gli Under. A forza di stare fermi molti ragazzi si stanno stancando, con il rischio di interruzione della pratica».
La speranza collettiva è che dopo Pasqua si possa incominciare a vedere la luce in fondo al tunnel, per un graduale ritorno alle partite, che mancano ormai da diversi mesi, e che rappresentano la motivazione fondamentale per cui un bambino decide di iscriversi ad una determinata disciplina: «Nel momento della ripartenza sarà fondamentale il ruolo degli educatori e degli allenatori, che dovranno cercare di rendere piacevole e divertente la proposta. Mai come adesso sarà bello ricominciare pur nel rispetto del distanziamento - chiude Corrado Zoppi - ma l’entusiasmo dovrà farla da padrone». —
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