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Aleotti: «Il futuro? Niente Sanremo, per il Giro d’Italia nulla è ancora deciso»

Bruno Ronchetti

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Bruno Ronchetti

Una grande corsa, con un grande “debuttante”: Giovanni Aleotti. Il giovane talento di Finale Emilia si è calato nella sua nuova realtà, il mondo dei “professionisti”, dimostrando subito di avere le carte regola per non sfigurare in mezzo a tanti campionissimi.

«Attendevo con impazienza di potermi misurare in una corsa come la Tirreno-Adriatico ed è stato davvero bello farlo. Ho scoperto un altro mondo, attacchi e contrattacchi a ripetizione, è un altrto modo di gareggiare. E poi ho potuto correre fianco a fianco con i più grandi campioni del ciclismo mondiale. Sì. è stata una esperienza indimenticabile».

Il contesto era davvero qualificato: 175 i corridori al via, 35 le nazioni rappresentate.

«Alla fine ha vinto Pogacar, lo sloveno, davanti a Van Aert e allo spagnolo Landa, campioni veri. Io ho dato tutto quanto potevo, spero e credo di aver fatto bene la mia parte al servizio della mia squadra, il Team Bora».

Come esce Aleotti da questa prima esperienza nel mondo dei “Pro”?

«Ero curioso di vedermi all’opera nella Tirreno-Adriatico e posso dire oggi dopo una settimana così impegnativa, ma meravigliosa di avere le idee ancora più chiare sulla mia volontà di continuare a fare il corridore professionista. E credo di averne le possibilità».

Il momento più bello?

«La cronometro conclusiva in cui ho chiuso ad apperna 50” dal vincitore e da tutti gli specialisti delle corse contro il tempo».

Per Aleotti è stato un inizio di stagione impegnativo.

«Ho iniziato con le Strade Bianche dove penso di essermi difeso bene, poi la domenica successiva il Gran Premio di Larciano e infine la Tirreno-Adriatico, niente male per iniziare tra i professionisti, direi».

Il futuro è ancora tutto da scrivere.

«Mi aspettano due settimane di riposo, quindi non correrò sabato la Milano-Sanremo, per il Giro d'Italia invece non c’è nulla di deciso. Il Team Bora ha tesserato una trentina di corridori e vuole dare spazio a tutti. Vedremo». —



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