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Brunel: «Diavoli pronti a un gran finale di stagione»

R.S.
Brunel: «Diavoli pronti a un gran finale di stagione»

La fiducia del consulente tecnico del Valorugby in questi giorni alla Canalina «Ora recuperiamo gli infortunati e diventiamo più cinici in fase conclusiva» 

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reggio emilia. Dopo tre settimane di stop, i Diavoli del Valorugby si apprestano a tornare in campo.

Alle 15 di domenica è in programma a Roma il match contro la Lazio valido per il 14° turno del campionato nazionale PeroniTop10 di rugby.

Alla Canalina non si è perso tempo, con la squadra tenuta sotto pressione dallo staff tecnico cui in settimana si è aggregato anche Jacques Brunel, il consulente scelto dal club reggiano per portare un ulteriore contributo di esperienza al gruppo.

«Essere qui a Reggio è sempre piacevole – dichiara il 67enne allenatore francese – anche dalla Francia comunque ho potuto seguire la squadra fin dall’inizio della stagione. Il confronto con lo staff tecnico è continuo, direi quasi quotidiano. Grazie ai mezzi di comunicazione disponibili ormai si riesce a fare quasi tutto anche a distanza».

Dalla sua Perpignan come ha visto la prima parte di stagione del Valorugby?

«Abbiamo avuto un percorso abbastanza corretto e in linea con le previsioni e le ambizioni annunciate alla vigilia, anche se in due-tre partite non abbiamo avuto la qualità che possiamo esprimere in rapporto alle nostre potenzialità. Mi dà fiducia il fatto che anche nelle partite perse o pareggiate, abbiamo sempre avuto l’occasione di vincere. Questo è importante perché significa che la squadra è forte, ma a volte si smarrisce».

Si riferisce ad un match in particolare?

«La sconfitta contro il Viadana al Mirabello non è accettabile, abbiamo completamente sbagliato partita fatti salvi i primi dieci minuti. Ha fatto bene Roberto Manghi a usare parole forti nel commentare quell’incontro».

Tra i difetti evidenziati c’è anche la mancanza di cinismo nel finalizzare la mole di lavoro in campo, non trova?

«È vero, in media abbiamo lasciato per strada 2-3 mete facili in ogni partita, o quasi. Ma non sono preoccupato, perché è un aspetto che si può allenare, e lo stiamo già facendo. Recuperiamo tutti gli infortunati, e vediamo di arrivare pronti al momento decisivo della stagione».

Da ex allenatore di Italia e Francia, è d’obbligo un giudizio sul Sei Nazioni che si conclude nel week end. Come lo vede?

«Mi limito ad un giudizio sulle squadre che mi stanno a cuore. Per quanto riguarda la Francia, ci troviamo dinanzi a una generazione particolare. Sono giovani di grande qualità che arrivano alla maturità nel momento migliore, e cioè nel biennio che precede la Coppa del Mondo. In ruoli particolari ci sono riserve di giocatori incredibili, davvero ottime annate che hanno prodotto giocatori super che avuto l’onore di allenare e lanciare nel grande rugby internazionale. Per quanto riguarda l’Italia vado un po’ controcorrente e dico di non scoraggiarsi per i risultati che arrivano. In rapporto a qualche ruolo importante dobbiamo aspettare uno o due anni, penso ai mediani che sono di qualità, ma ancora un po’ troppo giovani. Bisogna tenere duro per un paio d’anni, mantenendo alto lo spirito anche se si perdono le partite. Aspetterei il 2022 per capire il vero potenziale della formazione azzurra». —

R.S.

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