Il presidente Salerno «Alvini non si tocca ma ora ogni singolo deve dare di più»
Finora tra le squadre pericolanti solo la Cremonese ha tratto vantaggio dall’avvicendamento in panchina
Massimo Sesena
REGGIO EMILIA. L’ultima testa a cadere è quella di Pasquale Marino. Roba fresca, di un paio di giorni fa, con l’ambiziosa Spal affidata a Massimo Rastelli a cui è stato affidato anche – con l’obiettivo di migliorarlo – l’ottavo posto attualmente occupato da Missiroli e compagni, che al momento corrisponde all’ultima carrozza del treno dei playoff.
E tuttavia, quello del cambio dell’allenatore si conferma anche quest’anno uno sport abbastanza in voga. Nei quartieri bassi della B, ma anche in zone relativamente più tranquille non sono mancate, e non mancano le turbolenze, come dimostra il caso della Spal, già al terzo allenatore (il primo fu addirittura Gigi Di Biagio) o quello del Brescia passato da Del Neri a Lopez, poi da Lopez a Gastaldello, quindi a Dionigi e infine a Clotet. E i dirigenti del Brescia, di fronte agli ultimi risultati sotto la guida del tecnico spagnolo (cinque vittorie, tre pareggi e una sola sconfitta) devono essersi pentiti di non averlo ingaggiato subito. Già, perché a volte cambiare la guida tecnica può sembrare l’unica strada da percorrere, altre volte può rivelarsi la classica toppa peggiore del buco.
Ne sanno qualcosa probabilmente a Pescara dove il cambio di 4 allenatori (da Sottil a Oddo, da Breda a Grassadonia) ha spostato il Pescara dalla ventesima alla diciottesima posizione. Un po’ meglio sta facendo l’Ascoli che dopo aver cambiato tre timonieri (Bertotto, Delio Rossi e ora Sottil) sembra vedere la luce in fondo al tunnel e con l’ultima rocamboesca vittoria in casa proprio del Pescara è ora a un solo punto dalla zona playout e quindi da Cosenza e Reggiana.
Invero, in casa Reggiana, con i granata reduci dalla quarta batosta di fila, tra i tifosi ha cominciato a farsi strada l’idea che la squadra abbia bisogno di una scossa. E quando si dice scossa, nello scontato e banale mondo del calcio, quasi sempre si legge esonero dell’allenatore. Una ipotesi, questa, che in questo momento non è sul tavolo. «La squadra è con me ed è compatta» ha ribadito Alvini anche dopo la sconfitta contro il Monza. E i tifosi? Il gruppo “Teste Quadre” chiede a tutti di fare la propria parte per allontanarsi dal baratro della C. Un obiettivo condiviso da sempre dalla dirigenza granata che oggi con il presidente Carmelo Salerno, si schiera in difesa dell’allenatore, ma lascia anche capire che qualora la situazione dovesse precipitare la società non lascerebbe nulla di intentato, «perché nessuno di noi vuol tornare in serie C e anche per lo stesso Alvini che nutre ambizioni legittime, una eventuale retrocessione sarebbe una macchia sulla sua carriera». Ecco la necessità di fare tutti qualcosa in più perché quello che si è riusciti a dare sin qui potrebbe non bastare. «Quando abbiamo iniziato questo campionato - dice Salerno - eravamo consapevoli che ci sarebbe stato da soffrire. E la posizione che abbiamo oggi in classifica potrebbe anche essere quella finale e dovremmo giudicare positivamene questa eventualità». Certo, anche per restare dove si è oggi non basta restare immobili: «Non possiamo più permetterci colpi di tacco in area avversaria, sabato con il Cosenza è una partita da non sbagliare: dobbiamo cominciare a tirare in porta, non è possibile aver pareggiato solo 4 partite in tutto il campionato». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
