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Stefano Ferrarini «Serie B2 o A1 aiutare il Ferval è sempre bello»

Stefano Ferrarini «Serie B2 o A1 aiutare il Ferval è sempre bello»

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reggio emilia. Stefano Ferrini è uno dei punti di forza della formazione di B2 Ferval capolista nel girone E.

Sabato scorso, le assenze degli stranieri Grigory Vlasov e Romain Lorentz hanno reso necessario la sua presenza nella formazione di A1, chiamata a far punti al Bigi contro Vigevano. Detto, fatto, con Ferrini schierato a fianco di Mattia Crotti e Damiano Seretti e a segno nel 3-1 contro Vitali Deleraico che ha spianato la strada verso il 4-0 finale.

Per Stefano, esordio stagionale in A1 (era già successo anni fa con la maglia di Castelgoffredo) con successo individuale e di squadra, oltre a una “chicca”: l’ideale fascia di capitano di giornata anche nella prima squadra reggiana, a testimonianza dell’unione che regna nel sodalizio del presidente Paolo Munarini e del suo carisma.

«Per me è stata una soddisfazione scendere in campo con la formazione di A1 - rivela - perché l’anno scorso abbiamo meritato la promozione dall’A2 e ci tenevo a disputare qualche incontro nella massima serie. A maggior ragione è stato piacevole e soddisfacente dare il contributo in una partita importante in chiave salvezza, che è l’obiettivo minimo per la nostra società. Giocare in A1 è un po’ quello che ogni atleta desidera e sono felice di aver dato il mio contributo anche con il punto conquistato verso il 4-0 finale e verso la prima vittoria casalinga. Scendere in campo al Bigi è suggestivo: si tratta di un palasport enorme, peccato che le normative attuali prevedano il “porte chiuse” perché sarebbe bello avere pubblico».

«È stato bello ritrovare i due compagni di squadra (Crotti e Seretti, ndr) protagonisti insieme a Luca Ziliani, con cui gioco in B2, della promozione. Sono felice che anche loro siano rimasti per dare il proprio apporto alla squadra di A1 e l’affiatamento che si era creato nella scorsa stagione si è rivisto in questa giornata. Questo fa molto piacere e ancora una volta ha dato una spinta in più».

Alla quinta stagione reggiana, il 31enne piacentino racconta di trovarsi bene qui.

«Già nella mia prima stagione, quasi 10 anni fa, avevo trovato una società solida composta da persone appassionate. Si è creato nel corso del tempo un ambiente familiare; questo aiuta a formare gruppi di giocatori che stanno volentieri in questa società. Quando c’è stata l’occasione sono tornato e si è creato un feeling importante che va al di là del ruolo di atleta». —

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