Cosenza
Jacopo Della Porta
REGGIO EMILIA. Una boccata d’ossigeno. Un punticino che vale tanto, perché interrompe un digiuno che durava da quattro gare consecutive e perché impedisce al Cosenza di scappare.
Un pareggio ottenuto in rimonta, dopo un avvio choc, nel quale i granata hanno subito gol e rischiato di capitolare definitivamente nei primi 5 minuti.
L’attacco continua a non avere molto feeling con il gol, ma per fortuna ci ha pensato Varone, che contro la sua ex squadra ha realizzato due dei tre gol stagionali fino ad ora messi a segno.
Ardemagni ha avuto l’occasione per segnare, al 35’ del primo tempo, ma si è visto chiudere bene lo specchio della porta da Falcone. Un minuto dopo il bomber del Frosinone è stato atterrato in area: rigore evidente e rosso per il difensore del Cosenza Tiritiello. L’arbitro, invece, ha fischiato fallo ad Ardemagni. Non ci sono margini di dubbio: Sacchi di Macerata ha preso un granchio.
Nel pareggio di ieri è da rimarcare la prova positiva di Kargbo, che è stato una spina costante nel fianco dei calabresi per tutta la gara. Come da copione, lo hanno fermato con le cattive, anche a palla lontana, e provocato. E come da copione l’arbitro non è apparso molto propenso a tutelarlo.
L’approccio dei granata alla gara è stato da dimenticare. E non ci vuole un master in psicologia per ipotizzare che, data la posta in palio, i giocatori fossero molto preoccupati.
Il Cosenza ha trovato il gol al primo affondo. Dopo due minuti e dieci secondi Crecco dalla sinistra ha crossato teso e Gliozzi, in perfetta solitudine davanti a Venturi, ha dovuto solo spingerla dentro. Errore della difesa che in quelle circostanze non può non marcare a uomo.
Una scoppola che ha rischiato di mandare al tappeto i granata. Per poco i calabresi non hanno archiviato la partita con gli stessi protagonisti. Passati due minuti dalla rete del vantaggio, infatti, ancora Crecco l’ha messa in mezzo per Gliozzi che in scivolata ha mandato la palla sul palo alla destra di Venturi: la sfera ha danzato sulla linea fino al palo apposto e infine il numero 22 della Reggiana l’ha fatta sua in tuffo.
Alvini a quel punto ha capito che doveva cambiare qualcosa e per contrastare il gioco sugli esterni dei Lupi ha messo mano al modulo. Al 13’ è uscito Del Pinto per Lunetta, ed è passato alla difesa a tre e al centrocampo a quattro, con Libutti e Gabriel larghi sulle fasce.
La mossa si è dimostrata azzeccata perché il giocatore dell’Atalanta ha aumentato subito il tasso offensivo della squadra. Per tre volte Lunetta ha sfiorato il gol, trovando sempre sulla sua strada un Falcone in giornata di grazia. Al 25’ ci ha provato con un bolide da fuori area, poi al 51’ con un tiro angolato dalla sinistra e infine al 60’ da distanza ravvicinatissima.
La partita, molto nervosa, ha vissuto momenti drammatici intorno al 64’. Gliozzi e Ajeti hanno battibeccato a palla lontana e si sono affrontati testa contro testa. Il difensore ha spinto via l’avversario e questo, cadendo male, ha battuto la testa e perso i sensi. L’attaccante, che poi ha ripreso a muoversi, è uscito dal campo in barella.
La gara è proseguita a ritmo basso e il Cosenza è stato bravo a spezzettarla di continuo. Per fortuna ci ha pensato Varone a rimettere il risultato in parità con una prodezza. Il “puma” ha raccolto una respinta corta della difesa cosentina e al volo dal limite dell’area ha sfondato la porta. Cinque minuti dopo il centrocampista avrebbe potuto raddoppiare: da dentro l’area piccola, dalla destra, ha fatto partire un tiro che si è spento in fallo laterale dalla parte opposta.
Grazie al punto conquistato i granata restano in zona playout insieme al Cosenza. Ora c’è la tanto agognata sosta, dopo la quale si dovrebbe rivedere Rossi. Ieri è entrato nella ripresa anche Muratore. Recuperi importanti in vista del rush finale. —
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