Gazzetta di Reggio

Sport

l’analisi del derby perso con la fortitudo 

Mani fredde in attacco e molli in difesa così la Unahotels ha fallito il blitz

Adriano Arati
Mani fredde in attacco e molli in difesa così la Unahotels ha fallito il blitz

La prima dell’era Caja ha mostrato i limiti della squadra ma anche i primi aggiustamenti del nuovo allenatore

3 MINUTI DI LETTURA





Adriano Arati

REGGIO EMILIA. Poco tempo per pensare al passato, poco tempo per preparare gare cruciali.

È già partita verso la Romania la Unahotels lacerata dalla nuova amarissima sconfitta rimediata venerdì a Bologna nel derby con la Fortitudo.

Questi giorni così intensi non lasceranno molto tempo per rimuginare sulla delusione e sulle preoccupazioni di classifica, pur in questo periodo di crisi la possibilità di far bene in Fiba Europe Cup esiste e tornare a casa con qualche buona prestazione e un risultato di pregio potrebbe essere la cura migliore per un gruppo alle prese con problemi che vanno ben oltre la tattica.

Non si poteva pretendere che Caja curasse tutti i mali, il coach pavese ha senza dubbio cercato di dare la sua impronta solida, chiedendo organizzazione e disciplina, puntando su una gara di controllo e di dedizione per portare a casa i due punti.

In un momento simile, contro una rivale altrettanto in difficoltà e azzoppata pure dagli infortuni in corsa, non si poteva pretendere di più, Reggio ha cercato con tutti i suoi limiti attuali di reggere ma alla fine il risultato positivo – unica priorità – non è arrivato. E la beffa della tripla del pareggio di Koponen sulla sirena, annullata per un decimo di secondo di ritardo, non può essere una giustificazione. Prima di tutto perché quell’opportunità è stata gentilmente offerta dalla rimessa azzardata di Fantinelli e Aradori. Ma non solo.

Il film della gara fa emergere le tante occasioni che Reggio ha avuto per chiudere la questione ben prima, contro una Bologna che ha perso due stranieri titolari in 10’. Un vantaggio enorme, per quanto causale, che doveva essere concretizzato. Invece, nell’ultimo periodo è stata proprio la Fortitudo stremata a mostrare maggior voglia e maggior intensità, ennesimo segnale delle sofferenze biancorosse nel trovare l’energia necessaria a chiudere le gare. La partita di venerdì porta anche considerazioni tecniche.

ATTACCO

In primis, gli esterni non fanno più canestro, il 4/25 da tre ne è la sconsolante dimostrazione.

La Lavoropiù si è arroccata in area alla meno peggio, ha giocato quasi sempre con due lunghi puri non avendo alternative e la Unahotels ha avuto tante opportunità per far male dal perimetro, rispondendo con il 16% da tre. Le difficoltà di Koponen sono l’esempio più vivido, al netto del miracolo finale spento dal replay. Uno dei migliori tiratori degli ultimi 15 anni di basket europeo ha chiuso con 0/7 contro una squadra rinchiusa nel pitturato, e meglio non ha fatto Taylor, 1/8 dall’arco.

E non può essere un problema di meccanica e di tecnica, con due giocatori di questo livello.

DIFESA

L’altro tema è la protezione del ferro. La battaglia a rimbalzo parla di 44-32 per Bologna, che nel finale è rimasta viva grazie ai rimbalzi offensivi. Anche questa non è una novità. Sims ha dominato in attacco ma in ha lasciato troppi spazi e troppe opportunità a un giocatore di grande atletismo ma doti offensive limitate come Hunt. Al momento Sims è l’unico realizzatore affidabile, fare a meno di lui è impossibile, ma i suoi limiti difensivi non possono essere esposti in maniera così netta come contro la Fortitudo. D’altronde, pure lo specialista Elegar non ha brillato dietro, anzi. Usare i due centri insieme non sembra facile, la contraddizione si trascina da un mese, la speranza è che Caja possa trovare un assetto che garantisca presenza ed efficacia. Per il momento, si guarda alle altre pericolanti, e il turno di riposo di Varese garantisce di non rimanere ultimi solitari. Anche le percezioni, in queste ore, contano. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google