Mola lascia il Celtic Cavriago «Divergenze con la società»
l’intervista
luca cavazzoni
Antonio Cesare Mola non è più il direttore sportivo del Celtic Cavriago di Prima Categoria, dopo essere stato tra gli artefici della storica fusione della scorsa estate. Da presidente dell'allora Sporting Cavriago che vinse la Seconda Categoria entrò a far parte della stanza dei bottoni del nuovo sodalizio nato dall'unione di forze col Celtic Boys Pratina, ma ora ne sveste i panni del dirigente.
«A malincuore ho preso questa decisione – spiega lo stesso Antonio Cesare Mola – ma si tratta di una mia scelta del tutto personale. Ho ritenuto giusto uscire dalla società, per motivi riconducibili alle troppe diversità di vedute. Mi riferisco in particolare alla gestione della prima squadra, ma sia ben chiaro che lascio senza nessun tipo di rancore. Ora mi guarderò intorno, sperando nell'occasione giusta per andare a fare calcio altrove».
Secondo lei erano maturi i tempi per una tale decisione?
«A mio avviso adesso è proprio il momento giusto, dato che in questi giorni è stata decretata la sospensione definitiva anche del nostro campionato. In questo modo darò la possibilità anche al Celtic Cavriago di potersi organizzare in prospettiva futura, con la speranza che il mondo dilettantistico possa finalmente rimettersi in marcia. Ed anche io potrò valutare con attenzione e con calma eventuali proposte che potrebbero arrivarmi, senza fretta nel dover prendere delle scelte definitive».
Qual è il suo stato d'animo?
«Sono nel calcio da quindici anni, chi mi conosce sa benissimo come lavoro. Sono però abituato ad un tipo di calcio del tutto differente rispetto alla strada che sta intraprendendo il Celtic Cavriago, dove c'è l'intenzione d'impostare un quasi professionismo. Per me il calcio deve essere più familiare, certi valori sono sempre molto importanti».
Come immagina il suo futuro più immediato?
“Ho sempre fatto il direttore sportivo, mi piacerebbe testarmi in questo ruolo anche in un'altra realtà oppure valutare cosa sarei chiamato a fare nel caso che da qualche società mi arrivasse una proposta interessante. Non ho particolari pretese, sono disposto a mettermi attorno ad un tavolo con qualcuno se dovesse esserci l'occasione». —
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