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il capitano azzurro 

Bigi: «Alla Nazionale manca la continuità di rendimento»

Nicolo' Rinaldi
Bigi: «Alla Nazionale manca la continuità di rendimento»

Il tallonatore reggiano archivia il Sei Nazioni chiuso con il ko contro la Scozia e guarda avanti: «Competitivi solo con un’alta qualità di gioco per 80 minuti»

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rEGGIO EMILIA. L'Italrugby si è congedata dal Sei Nazioni 2021 incappando in un roboante capitombolo.

Sabato gli azzurri hanno pagato dazio contro la Scozia e il netto predominio dei padroni di casa è ben testimoniato dal secco 52-10 finale. Così, la selezione guidata da Franco Smith ha rimediato il cucchiaio di legno con tanto di "whitewash": nel Sei Nazioni, è ciò che accade alla squadra che si piazza all'ultimo posto senza avere conquistato punti.

Eppure, il pomeriggio di Edimburgo non era iniziato male: l'Italia si era infatti portata in vantaggio con la meta del tallonatore reggiano Luca Bigi, poi trasformata da Garbisi.

Ancora una sconfitta per i colori azzurri..

«Un ko che rappresenta una lezione davvero pesante da mandare giù – commentato Bigi che della Nazionale è pure il capitano – perché buona parte della sconfitta deriva dall'indisciplina: basti pensare ai 3 gialli che abbiamo rimediato. All'interno di questi contesti internazionali, ogni errore si paga a carissimo prezzo: così è stato anche stavolta».

Lei vede comunque qualcosa da salvare nelle cinque sfide che avete disputato?

«Il principale rammarico sta nel non essere riusciti a concretizzare ciò che eravamo certi di saper fare. Tuttavia, l'edizione 2021 del Sei Nazioni è stata la più difficile e impegnativa di sempre: dunque, anche se i numeri ci danno torto, ciascuno di noi ha vissuto un'utile esperienza di grandissimo valore e rilievo. Ora la delusione dovrà trasformarsi in rinnovato slancio motivazionale, soprattutto in previsione del tour di giugno».

Nella fattispecie, cosa serve all'Italrugby per crescere?

«Bisogna proseguire il lavoro senza mollare di un millimetro, e lo dico fuori da ogni retorica: il primo traguardo da centrare riguarda l'acquisizione di una maggiore continuità di rendimento, e si tratta di un obiettivo sicuramente fattibile. Quando arriveremo a raggiungere una qualità di gioco soddisfacente e costante per tutti gli 80 minuti, sono certo che sapremo diventare molto competitivi».

Come è andata sul piano della mentalità?

«Al di là delle cifre, va sottolineata l'intensità e la dedizione che abbiamo riposto nel preparare ogni partita: proprio per questo, eravamo convinti di poter sviluppare un cammino migliore. L'atteggiamento tenace e concentrato che ci caratterizza rappresenta comunque un confortante punto di partenza in vista del futuro, e quindi andrà mantenuto: lo dobbiamo a noi stessi e ovviamente al pubblico, perchè chi ci sostiene merita senza dubbio di più da parte nostra». —

Nicolo' Rinaldi

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