La Reggiana si affida ai numeri di Rossi con lui in campo fa il doppio di punti
Alla ripresa del campionato sarà disponibile l’ex Juventus, giocatore fondamentale negli equilibri del team granata
Roberto Tegoni
REGGIO EMILIA. Quale Reggiana ci consegna l’1-1 acciuffato a un quarto d’ora dalla fine contro il Cosenza?
Per molti, si tratta di un’opportunità persa. L’opportunità di scappare sulla diretta concorrente e iniziare sul serio la corsa al Pordenone, che in classifica rappresenta l’obiettivo più alto al quale i granata possono ambire: la salvezza diretta. Il controcanto, quello espresso da Massimiliano Alvini, è che il pareggio contro i calabresi rappresenta una buona base di partenza sulla quale ri-costruire per l’ennesima volta, le fondamenta per un buon finale di campionato.
NUOVO TORNEO
Dieci giorni di preparazione, poi ci si ritufferà nel campionato.
Un campionato nel campionato, quello che aspetta le squadre di Serie B e anche la Reggiana nelle ultime otto partite di stagione regolare.
Il nuovo mini torneo vede Reggiana e Cosenza appaiate al “secondo posto” alle spalle della capolista Pordenone, che è vero che è in caduta libera, ma ha ben 5 punti di vantaggio da amministrare.
I miracoli esistono, anche il Cosenza l’anno scorso sembrava spacciato, ma con cinque vittorie consecutive e con il conseguente crollo di Juve Stabia e Perugia, strappò una salvezza diretta dal sapore di grande impresa.
Senza fare affidamento sui miracoli sportivi, l’obiettivo della Reggiana è arrivare bene a maggio facendo più punti possibili in questa coda di campionato.
Fare tabelle e tabelline è un bel gioco, ma fine a se stesso, perché questa Serie B ha già dimostrato di sovvertire anche i più scontati dei pronostici.
Dunque, ricaricare le pile e fare affidamento sul recupero totale di certi giocatori chiave.
Come abbiamo scritto la settimana scorsa, Augustus Kargbo rappresenta un raggio di luce in questo cielo pieno di nuvole. L’unico giocatore in grado di spaccare in due il ritmo partita e spezzare la maledizione del tiro in porta, questo (semi)sconosciuto.
Il vero e proprio squarcio tra le nuvole potrebbe essere il recupero di Fausto Rossi (numeri alla mano, la Reggiana ha fatto 19 punti in 12 partite con lui in campo, 10 punti in 18 gare senza il centrocampista) che ha l’esperienza e la tecnica per centrare la salvezza, fosse anche via playout.
I PROTAGONISTI
Dunque, questo finale di campionato, presenta a mister Alvini l’onere e onore di schierare una Reggiana tirata “a lucido”, più o meno riposata e pronta a giocarsi otto finali.
Con quali protagonisti? Con quale disposizione tattica? Puntare ancora sul 4-2-3-1 o rinforzare la mediana con un trequartista vero nel 4-3-1-2 sacrificando due tra Laribi, Siligardi e Radrezza? Non sarà compito facile.
Fatto salvo che l’atteggiamento da squadra impaurita e ancora negli spogliatoi dei primi minuti col Cosenza è da cancellare inderogabilmente, il recupero di Kargbo mette diversi dubbi al tecnico granata.
Schierarlo con una punta e che allunghi la squadra come Mazzocchi? Metterlo largo con una boa centrale che giochi di sponda come Ardemagni? Sabato l’esperimento non è andato male. Tuttavia, la voglia di tornare a giocare con due attaccanti moderni e rapidi come Kargbo e Mazzocchi stuzzica l’appetito di Alvini, che li aveva “battezzati” come possibile coppia d’attacco d’inizio campionato.
Anche i numeri parlano per l’ex Sudtirol. Secondo il sito specializzato Fbref, il numero 10 granata ha effettuato 29 tiri di cui 15 in porta (51%) segnando 7 gol, a differenza di Ardemagni che, ancorché meno utilizzato ha tirato 11 volte di cui solo 4 nello specchio (36%), rigore escluso.
Anche Luca Zamparo (ancora a secco di gol) ha fatto percentualmente meglio: 23 conclusioni di cui 11 nello specchio della porta (47%). —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
