Tosi non vuole mollare: «La Reggiana se la giocherà con Ascoli e Cosenza»
Il direttore sportivo ha ancora piena fiducia nel gruppo e nello staff: «Abbiamo ancora quattro squadre dietro e lotteremo fino alla fine»
REGGIO EMILIA. «LA Reggiana c’è e se la giocherà sino alla fine per mantenere la categoria, che è un patrimonio di società, città e tifosi». La domenica di Doriano Tosi trascorre tranquilla, finalizzata a recuperare le energie mentali spese nell’ultimo periodo oltre che a ricaricare le pile in vista della volata finale di questo campionato. Una lotta salvezza che il ds granata vede ormai ridotta a tre squadre (Reggiana, Cosenza ed Ascoli), ma ancora tutta da scrivere.
Direttore, il pareggio di sabato la soddisfa?
«Dobbiamo difendere con tutte le nostre forze la serie B; voglio essere ottimista, affermando che in altri contesti avresti perso la partita dopo essere stati colpiti a freddo nei primi minuti. Invece questa volta avremmo potuto anche vincerla, senza scordarci dell’episodio del rigore».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:sport:1.40051312:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/sport/2021/03/20/news/la-reggiana-prima-va-sotto-poi-agguanta-il-pari-contro-il-cosenza-1.40051312]]
Che, immaginiamo, l’avrà fatta protestare dalla tribuna. È così?
«La verità è che l’arbitro ha commesso un errore, col Var sarebbe stato sconfessato. Ha preso una decisione emotiva, ma dal rosso e rigore che ci stavano a momenti ammonisce Ardemagni per fallo di mano. Pareggiare e rimanere con un uomo in più avrebbe cambiato la partita: non è un episodio da poco, ma non cerchiamo alibi».
La classifica non è cambiata più di tanto, anche se sia dietro che davanti comincia a crearsi un certo solco.
«Se non ci sono crolli improvvisi, sarà una lotta a tre con Ascoli e Cosenza per conquistare l’unico posto disponibile; in questo momento ne abbiamo comunque quattro dietro, e non era per nulla una cosa scontata. In questa stagione alla Reggiana è successo di tutto».
Vuole ripercorrere l’annata?
«Gli infortuni, il Covid, l’assenza di pubblico, le decisioni dubbie, la partita persa a tavolino. Abbiamo fatto un percorso tortuoso dove, dopo un ottimo inizio, abbiamo subito un calo ma poi ci siamo prontamente rialzati, tanto è vero che a dicembre avevamo ben cinque punti di margine dai playout. A dicembre e gennaio è arrivato il crollo, a causa dell’assenza di giocatori e delle partite ravvicinate».
La sosta potrebbe in questo senso aiutarvi a reinserire qualche atleta?
«È l’ultima pausa del torneo, dopo avremo otto gare in 36 giorni. Prima di tutto abbiamo finalmente ritrovato Kargbo, che non ha praticamente mai giocato. In più a breve dovrebbe tornare Fausto Rossi, che è per noi molto importante. Zampano dovrebbe esserci già a Frosinone, mentre Martinelli e Gyamfi resteranno ancora fuori».
Avere la rosa lunga può essere un’arma importante in questo finale.
«Disporre di più soluzioni aiuterà anche il mister; dobbiamo sfruttare questi giorni per ritrovare intensità e brillantezza».
Vuole lanciare un messaggio a tutto l’ambiente granata?
«Bisogna fare una profonda distinzione tra impegno e limiti: questo è un gruppo che sputa sangue e piange se qualcosa va storto. A volte, però, devi confrontarti con i tuoi limiti ed accettarli. I playout sono più vicini della salvezza diretta, ma ogni partita va giocata e può ancora succedere di tutto».
I tifosi, nonostante qualche critica legittima, sono sempre al vostro fianco.
«Un danno non indifferente non averli allo stadio. Da mesi stiamo infatti giocando nel deserto: il calore della gente porta ad alzare il livello dell’attenzione, e magari non avremmo perso gare come contro Reggina e Pescara».
Chi sono a suo avviso le due squadre che andranno in serie A?
«L’Empoli è la prima, e poi io avrei detto Monza per il blasone e gli investimenti. Bisogna però riconoscere che anche il Lecce è però molto forte: credo sarà un discorso tra queste due squadre». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
