Mancini: «Italia, con l’Irlanda la gara più difficile»
«Ripartire dopo 5 mesi sarà difficile soprattutto contro una squadra fisica e di valore. De Rossi? Serviva uno come lui»
parma. Sono trascorsi più di due anni da quando l’Italia del calcio subì una delle più cocenti delusioni, con il mancato pass per il Mondiale in Russia. Una ferita che ancora non si è del tutto rimarginata, anche se, nel frattempo, la nuova Nazionale di Roberto Mancini ha inanellato da allora ottimi risultati, con un percorso netto di 10 vittorie per approdare alla fase finale dell’Europeo e una qualificazione tra le quattro finaliste di Nations League. Per questo il ct azzurro, nel giorno in cui a Coverciano è iniziato il raduno per il primo trittico di gare di qualificazione al Mondiale, con il primo impegno giovedì a Parma contro l’Irlanda del Nord, avverte: «Sarà difficile perché è la prima partita dopo 5 mesi. Loro sono una squadra forte fisicamente con tutti giocatori che militano in Premier League. Ma nel tragitto verso il Mondiale non si può sbagliare mai. Dobbiamo partire bene». L’Italia, inserita nel girone C di qualificazione, dopo l’esordio con l’Irlanda del Nord, in occasione del quale i giocatori scenderanno in campo con il lutto al braccio e osserveranno un minuto di silenzio in memoria degli ex azzurri Anastasi, Prati, Corso, Bellugi e Paolo Rossi, affronterà domenica 28 la Bulgaria a Sofia, e mercoledì 31 la Lituania allo stadio LFF di Vilnius. Sfide durante le quali Mancini si augura di rivedere «quello spirito e quell’atteggiamento che i ragazzi hanno avuto in questi due anni, e in particolare nelle ultime due partite in Nations League, contro Polonia e Bosnia, quando io non ho potuto essere in panchina con loro».
Parlando della situazione «a centrocampo siamo in difficoltà sul centrale». Jorginho ha preso un colpo al ginocchio e non è stato rischiato, Cristante è rientrato a casa per infortunio. Buone notizie: in arrivo gli interisti. Bastoni per la difesa; Sensi e Barella per il centrocampo. Tra un elogio a Chiesa e un pensiero a Zaniolo, il Mancio affronta anche il tema del contratto. «Ne abbiamo parlato con il presidente Gravina, non è un problema», conclude. Su De Rossi nello staff: «Serviva uno come lui». —
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