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Iori di Dazn: «Reggiana: per la salvezza stringersi ad Alvini e non rinnegare i principi di gioco»

Luigi Cocconcelli
Iori di Dazn: «Reggiana: per la salvezza stringersi ad Alvini e non rinnegare i principi di gioco»

Il telecronista: «L’obiettivo è lasciarsi quattro squadre alle spalle. Marzo mese orribile forse a causa del ko immeritato di Venezia» 

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REGGIO EMILIA. Continuare sempre a credere nelle tue idee, non rinnegare i propri principi di gioco. E non guardare con angoscia l’ipotesi playout, primo obiettivo dev’essere quello di lasciarsi tre squadre alle spalle. Ecco, in sintesi, la ricetta di Alessandro Iori per chi deve salvarsi. Con una postilla aggiunta apposta e specificatamente per la Reggiana: stringersi come mai attorno ad Alvini, l’unico a possedere le chiavi dell’ingranaggio granata. La voce reggiana di Dazn segue la B da anni e reputa quello di quest’anno uno dei campionati più difficili. A partire dalla lotta per la promozione ed a scalare all’indietro, sino alla corsa per mantenere la categoria. Il motivo? «I grandi investimenti del Monza hanno spinto la concorrenza a fare altrettanto, a spendere ed a non cedere i pezzi migliori, di conseguenza il livello tecnico e fisico si è alzato giocoforza. Per noi addetti ai lavori, da esterni è un bene, il campionato di B sta tornando quello di qualche anno fa, bello, incerto ed altamente formativo».

A dimostrarlo, secondo Iori, i tanti under 21 che la rappresentativa azzurra pesca nella serie cadetta (in serie A i giovani italiani che trovano spazio in pianta stabile sono davvero pochini).

Squadre che in questa stagione sono al limite della zona play-out, solo un anno fa sarebbero state in piena corsa per i playoff. E questo, ovviamente, complica la vita di chi deve salvarsi.

Iori, la corsa per la salvezza è riservata alle ultime cinque o altre, come il Pordenone, potrebbero essere risucchiate?

«Mi spiace per i ramarri, ma per me il Pordenone è una di quelle che rischia di più, una serie candidata alla retrocessione. Problemi di Covid a parte, a gennaio ha commesso la leggerezza di lasciar partire Diaw senza sostituirlo e la sta pagando gara. Le casse ci avranno guadagnato, la struttura tecnica no di certo. Brescia e Cremonese, dati gli organici, era chiaro che si sarebbero tirate fuori. Bisogna dare merito a Baroni dell’ottimo lavoro che sta facendo a Reggio Calabria: ha saputo dare concretezza ad una squadra di non eccelsa qualità. Ccco direi che se la giocano le ultime sei».

La Reggiana, simpatia a parte, come la vede?

«Per fortuna che è finito, calcisticamente parlando, il mese di marzo che per lei è stato orribile. Non so le cause, forse la sconfitta immeritata di Venezia e quella con il Lecce hanno tolto certezze, per questo giudico positivo il pareggio con il Cosenza».

Obiezione, ma se non si vincono i confronti diretti in casa…

«Capisco, ma da come si erano messe le cose, anche il punticino va bene. La reazione all’inizio shock c’è stata. Adesso ha il vantaggio nel doppio confronto: in caso di arrivo pari è davanti al Cosenza e può essere importante, nell’ottica di evitare il terzultimo posto. Pensate alla situazione in caso di sconfitta».

La Reggiana è la squadra che pareggia di meno, c’è una spiegazione?

«All’inizio probabilmente ha voluto ripetere il canovaccio del campionato scorso, giocare, fare la partita e contro avversari di caratura superiore ha faticato. Poi va considerato che è la squadra meno muscolare di tutte, sul piano della fisicità paga dazio, per cui è obbligata a cercare il risultato con la manovra e quando non le riesce va in difficoltà. Certo che se avesse tenuto lo 0-0 in quelle due sciagurate partite con Reggina e Pescara, due punti in più lei, altrettanti in meno gli abruzzesi, la classifica la guarderebbe con un'altra ottica».

Il tallone d’achille della squadra granata rimane l’attacco, è una di quelle dal minor fatturato offensivo…

«È vero, però adesso è rientrato Kargbo, che può dare velocità ed imprevedibilità, poi è auspicabile un risveglio di Radrezza e Laribi, dei giocatori di maggior qualità».

Giusto, ma ultimante Alvini ha dovuto arretrare il raggio d’azione di Radrezza, se no la palla in avanti fatica ad arrivarci…

«Condivido, ma per la Reggiana è indispensabile il rientro in piena efficienza di Rossi, una cosa è la Reggiana con lui ed un’altra senza, con lui in campo Radrezza può giostrare più avanti».

Una spiegazione dei tanti infortuni?

«Impossibile, non potendo assistere agli allenamenti una tua idea non puoi fartela. Solo dal di dentro del gruppo squadra ci si può fare un’idea». —

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