Il mediano colpito dagli infortuni «Volevo smettere di giocare»
REGGIO EMILIA. Da domani tornerà in gruppo dopo un’assenza che dura dal 20 febbraio, quando giocò 36 minuti contro il Cittadella. Fausto Rossi, solo 12 volte in campo in questa stagione, è la smentita vivente della massima secondo la quale “gli assenti hanno sempre torto”. Le aspettative sul centrocampista granata, vero insostituibile della rosa, sono molto alte e da più parti ci si aggrappa al suo contributo per sperare nella salvezza. Il diretto interessato, intervenuto alla trasmissione “To B Reggiana” su Telereggio, ha confermato che rientrerà con il Frosinone o con il Brescia. «L’unica cosa alla quale penso è la salvezza della squadra. Le responsabilità non mi spaventano. Non sono il “salvatore della patria”. Sono un giocatore normale che cerca di aiutare la propria squadra».
Parlando poi dei tanti infortuni che hanno funestato la sua stagione, ha rivelato che c’è stato un momento in cui in passato aveva deciso di smettere. «Tre anni fa, dopo l’infortunio grave che ho avuto, sono stato operato a Barcellona. Avevo intenzione di smettere. Poi parlando con mia moglie, mia mamma, la mia famiglia, mi hanno detto: “Sei nato per giocare”. Nel senso che quando avevo un anno mi portavo il pallone nel letto. E mi capita ancora adesso con i bambini».
Calciatore di altra categoria, è il ritornello con il quale ci si riferisce al centrocampista, che dopo essere cresciuto nelle giovanili della Juventus, ha giocato in serie B, nella Liga spagnola, nel massimo campionato rumeno, ma non in serie A.
«Dare la colpa agli altri è da perdenti, io sicuramente ho fatto qualche errore nelle scelte. Soprattutto nel non svincolarmi dalla Juventus prima. Sono sempre stato attaccato a “mamma”. Non ho preso subito la mia strada per dimostrare il mio valore».
A Reggio Fausto Rossi ha trovato un ambiente che lo apprezza, così come era accaduto anche in un’altra esperienza. «A Brescia mi hanno dato tanto, sono arrivato ragazzino. Mi hanno dato l’opportunità di giocare, mi hanno dato tanto affetto. E grazie a quella esperienza sono riuscito ad andare in Liga. A Reggio è scattata un’alchimia già dal primo giorno. I tifosi mi sono molto vicini, soprattutto dopo questo infortunio». —
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