«Così Reggio diventerà anche la città dello sport»
Sabato il Comune presenterà alle società il Piano Strategico dello Sport «È il primo passo per portare questi temi al centro dei progetti della giunta»
Massimo Sesena
REGGIO EMILIA. È il primo passo verso l’esterno di quella sorta di rivoluzione che il Comune di Reggio - in questa seconda fase del mandato conclusivo di Luca Vecchi - ha in mente per lo sport reggiano. Sabato mattina, con tutte le società sportive della città in collegamento, l’assessore allo sport del Comune Raffaella Curioni assieme al presidente della Fondazione per lo sport presenteranno il Piano Strategico dello Sport, ovvero la cornice entro cui - nei prossimi mesi - verranno ridefinite tutte le politiche in ambito sportivo.
Invero, sulla necessità e sull’urgenza di questo passo formale, nessuno discute: ancor prima della pandemia, la gestione dello sport in città aveva fornito diversi spunti di discussione, spesso polemici, andando anche al di là della dialettica fisiologica tra maggioranza e opposizione e di quella altrettanto normale tra un gestore e coloro che usufruiscono dei suoi servizi. Nella maggior parte dei casi si era invece assistito a un braccio di ferro tutto interno al Comune che ha avuto l’effetto di mettere sul tavolo della discussione il tema stesso della sopravvivenza, così com’è oggi, della Fondazione per lo Sport.
Chi si aspetta per sabato una sfida all’ok Corral rimarrà comunque deluso: il percorso che porterà a ridisegnare ruoli e funzioni della Fondazione si concluderà soltanto dopo l’estate.
«L’appuntamento di sabato - spiega Curioni - è l’occasione per fare il punto su un lavoro che entra adesso in una fase cruciale. Un lavoro che è figlio di questi ultimi 20 mesi in cui il Comune si è posto all’ascolto delle esigenze e dei problemi del mondo sportivo. Ma soprattutto sarà l’occasione per spiegare alla città quella che vuole essere la nostra idea di sport».
In questo senso il termine “rivoluzione” non deve apparire esagerato, a meno che non si ritenga esagerato il parallelo che l’assessore fa quando ha la necessità di far intendere cosa debba diventare lo sport per la Reggio del futuro.
«Quello che vorremmo che fosse veramente un capitolo chiuso - spiega l’assessore - è la visione dello sport come secondario e ancillare rispetto alle altre politiche dell’amministrazione. Quando io penso al ruolo dello sport nella città che cambia, penso alla visione che ebbe questo comune 60 anni fa quando diede vita alle prime scuole dell’infanzia, una eredità che poi la politica che è venuta dopo ha saputo sempre valorizzare al meglio fino a portare Reggio Emilia nel mondo proprio con i suoi modelli educativi. Alla base di questa visione - prosegue l’assessore - c’è la visione dello sport come un diritto che come tale deve essere accessibile a tutti».
Insomma, l’intenzione di alzare l’asticella è evidente. Ma per farlo occorre fare i conti con l’esistente. Ovvero, risolvere le conflittualità del passato modificando gli strumenti di governo, ma anche avere un quadro conoscitivo di quella che è la situazione dello sport in città.
A livello di impiantistica «con una mappatura che abbiamo messo a punto in questi mesi e che presenteremo sabato, sulle dotazioni impiantistiche nei quartieri e sulle esigenze di cura che questi impianti hanno. Sarà una mappatura - prosegue Curioni - che andrà a integrarsi con i progetti che il Comune ha già deliberato per quello che riguarda le nuove dotazioni impiantistiche: come la pista d’atletica che sorgerà nell’area del Campovolo o quella polivalente che andremo a costruire nell’area del Centro sociale Pigal». Investimenti a cui si aggiungono quellli già decisi per operazioni di restyling dell’esistente come la ristrutturazione del Palasport di via Guasco o quella dell’area di via Agosti, a Santa Croce.
«Certo - riconosce l’assessore allo sport - l’impegno che ci assumiamo dovrà essere in qualche modo confermato da chi verrà dopo di noi, perché portare lo sport di casa nostra all’eccellenza a cui abbiamo condotto negli anni il sistema educativo, è uno sforzo che non può esaurirsi in pochi mesi».
Il Piano Strategico dello Sport che vedrà la luce sabato punta ad avere, nel giro di qualche mese anche una sorta di censimento di tutte le persone - di qualunque età - che fanno sport in città. Alla base c’è la nostra idea di sport che non può intendersi soltanto come occupazione del tempo libero ma come cura del patrimonio sportivo, attenzione alla socialità ed educazione a corretti stili di vita. Penso a una città dello Sport in cui nessuno resti indietro, in cui le dotazioni sportive siano oggetto di cura oltre che di investimenti del pubblico in sinergia con gli altri pezzi della società». L’orizzonte di questa ripartenza collettiva è il prossimo settembre, quando - si spera - lo sport a tutti i livelli starà tornando ad essere un appuntamento concreto e non più un miraggio. —
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