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Reggiana senza gol Ardemagni promette «Sarò più egoista e tirerò più in porta»

Jacopo Della Porta
Reggiana senza gol Ardemagni promette «Sarò più egoista e tirerò più in porta»

Il bomber, che oggi compie 34 anni, parla del finale di stagione  «Ad Avellino mi sono salvato l’ultima giornata: serve forza mentale» 

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L’intervista

«Devo tirare di più in porta, magari alle volte essere più egoista e da questo punto di vista faccio autocritica. Alle volte è colpa mia». Matteo Ardemagni, che proprio oggi compie 34 anni, non si sottrae alla domanda sul suo rendimento sotto porta.

I tifosi e tutto l’ambiente, alla luce del suo curriculum, si aspettano un contributo maggiore in fase realizzativa, che al momento è fermo al gol su rigore con l’Ascoli.

Il bomber si assume le sue responsabilità, ma dalla sua risposta si capisce che non tutto dipende da lui. «Non sono un giocatore che fa gol giocando spalle alla porta. Non sono quello che si volta e tira. I gol li ho sempre fatti nell’area di rigore, dopo un cross o un passaggio. Con il Cosenza ho tirato, poi c’era anche un rigore su di me mentre stavo andando in porta. Ci sono partite dove non riusciamo ad essere offensivi e io devo ripiegare in difesa. Siamo una squadra compatta, dove ad ognuno è chiesto di rientrare e poi ripartire».

Da qui alla fine del campionato credo che Alvini giocherà con lei e Kargbo. Si trova meglio nel modulo con due attaccanti o quando è da solo?

«Con Kargbo mi sono trovato molto bene. Lui va in profondità e in due ci si divide i compiti. Augustus deve crescere negli ultimi metri ma ha grandi potenzialità edcè giovane. Quando sono l’unica punta devo fare tutto da solo, ad esempio fare a sportellate tra i difensori avversari».

Come va la frattura alla mano destra?

«La cicatrice si è chiusa, ogni tanto mi fa ancora male. È passato un mesetto ed è normale. Diciamo che un po’ il tutore mi ha frenato. Ora devo fare l’ultima radiografia e poi potrò toglierlo».

Il 2 aprile andrete in trasferta contro la sua squadra, il Frosinone…

«Sarò una partita come le altre. Ne mancano otto e sarà sempre una guerra».

Il presidente del Frosinone Maurizio Stirpe, dopo l’esonero di mister Nesta, ha avuto parole pesanti nei confronti dei giocatori ceduti a gennaio. Ha detto che “i responsabili sono quelli che sono andati via, sia per loro volontà ma anche per comportamenti maleducati e insopportabili”. Con chi ce l’aveva?

«Non ho mai avuto da ridere con il presidente, non ho mai discusso, magari con il mister perché non giocavo… Comunque mai un diverbio o dei litigi. Non credo si riferisse a me».

Ha già passato momenti come quelli che sta vivendo ora alla Reggiana nella sua carriera?

«Ad Avellino per due anni mi sono salvato all’ultima giornata».

C’è una ricetta per la salvezza last-minute?

«Non devi andare via con la testa. Se pensi di essere retrocesso è la fine. Devi restare positivo, forte mentalmente. Pensare a fare più punti possibili ogni gara».

La pausa serve anche a voi nuovi arrivati, che da gennaio siete stati impiegati molto.

«Io sono stato gestito, poi ho avuto l’infortunio. Però è vero, penso a Laribi, ad esempio, che sta giocando molto. È chiaro che chi non era abituato a giocare 90 minuti dopo qualche partita può accusare un po’ di stanchezza».

Tra l’altro Karim mi pare abbia un problema fisico e sta stringendo i denti.

«La sosta servirà a ricaricarci prima di tutto dal punto di vista mentale in vista del finale».

Soddisfatto del pari con il Cosenza?

«Purtroppo siamo partiti male. Poi però abbiamo creato tante occasioni da gol».

Nella sua esperienza reggiana non ha avuto modo di conoscere il pubblico…

«Mi dispiace, sono uno che si esalta con il pubblico».

A fine stagione tornerà a Frosinone, poi?

«Non mi dispiacerebbe trovare un po’ di stabilità, perché non ho più 20 anni. Vedrò».

A proposito, tanti auguri per i 34 anni.

«Grazie». —

Jacopo Della Porta

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