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Cent’anni fa la prima partita della Reggiana al Mirabello

Nicolò Valli
Cent’anni fa la prima partita della Reggiana al Mirabello

Tre gol agli svizzeri del Montreux nella domenica di Pasqua Così venne inaugurata la tribuna  dello stadio scelto dai granata come impianto casalingo

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Nicolò Valli

REGGIO EMILIA. Agazzani, Taddei, Crotti, Vacondio, Bottazzi, Levrini, Milano, Simonini, Cagnoli, Lumetti, Giberti. Allenatore: Karl Sturmer, viennese. La lunga storia della Reggiana al Mirabello con la tribuna parte da questa formazione.

Cent’anni fa esatti, il 27 marzo 1921, i granata giocarono infatti la prima partita nello storico impianto nella zona Sud della città con i posti a sedere: l’occasione era la domenica pasquale che coincideva con l’interruzione del campionato di Prima Divisione, allora il livello più alto nonostante le 88 partecipanti raggruppate regionalmente. In quel periodo era usanza delle squadre italiane organizzare amichevoli con compagini straniere, e a raggiungere Reggio furono per l’occasione gli svizzeri del Montreux. L’esito della sfida - raccontata nei particolari da Mauro Del Bue, storico delle gesta granata - sorrise ai granata che vinsero per 3-1, ma ben più attesa di questa vittoria fu l’inaugurazione della tribuna, il primo dei settori dello stadio, a cui poi in seguito si aggiungeranno i Distinti e le Curve.

Fondata nel 1919, la Reggiana individuò presto nel Mirabello la casa in cui disputare le proprie partite nel primo campionato della propria storia in Promozione, anche se fatto salvo per il manto erboso non c’era alcun elemento che desse l’idea di un campo da gioco. Furono allora presto autorizzati i lavori atti alle migliorie con la costruzione di un muro di cinta con quattro ingressi e gli spogliatoi, mentre ad ottobre 1920 (per essere all’altezza della Prima Divisione) una staccionata cominciò a dividere atleti dagli appassionati; non era però ancora sufficiente: il Consiglio direttivo della società decise di procedere con ulteriori aggiustamenti, che portarono nel giro di qualche mese ad avere 300 posti a sedere ed in seguito (nel 1922) una copertura utile soprattutto in caso di maltempo.

È passato un secolo da quella partita: tutto è cambiato, ma non l’affetto incondizionato dei tifosi granata. Nel corso dei decenni il Mirabello (che prima della fusione con l’Audax era la casa della Juventus Reggio) è diventato un vero e proprio tempio degli sportivi reggiani, un luogo mitico cui ripensare nei momenti migliori e anche quelli di sconforto.

“Ah, quanto era bello il Mirabello...” è una delle frasi più pronunciate dai supporters con i capelli bianchi, che da quei gradoni hanno imprecato, sofferto e gioito per le sorti della propria squadra del cuore. Oggi la Reggiana gioca qualche chilometro più distante, ma simbolicamente ed affettivamente non è mai andata via da quell’area a pochi metri dal centro così temuta ed invidiata anche dai non reggiani. —

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