Il Comune annuncia 12 milioni di investimenti
Quasi la metà destinati al restyling del Pala e dell’area di via Agosti, il resto diviso tra nuovi progetti e manutenzione
Roberto Fontanili
REGGIO EMILIA. Trasformare lo sport da disciplina a cultura diffusa per promuovere l’attività motoria, il benessere e favorire corretti stili di vita. Quindi, riformare la Fondazione dello sport – la promessa è che avverrà entro l’estate – per farne un partner e non più un soggetto antagonista del Comune. Infine, investimenti per circa 12 milioni di euro tra manutenzioni e nuovi impianti, (cifra comprensiva del contributo di 1.5 milioni che ogni anno il Comune versa alla Fondazione). Sono le linee principali del Piano strategico dello sport presentato ieri mattina dal sindaco Luca Vecchi, dall’assessore Raffaella Curioni e dal presidente della Fondazione dello Sport Mauro Rozzi. Un progetto che dovrà mettere a sistema l’utilizzo di 120 impianti sportivi pubblici, quelli privati esistenti, un esercito di 1. 2 milioni di utenti che li hanno utilizzati nel corso del 2020 e centinaia di società sportive, «che - è stato rimarcato ieri - sono coinvolte nella stesura del piano al pari degli enti di promozione sportiva».
Tra gli obiettivi di questo piano strategico, ha ricordato il sindaco, quello di «garantire a tutti il pieno accesso alla pratica sportiva, quale strumento per il benessere psicofisico dei cittadini». In altre parole, l’assessore Curioni ha ribadito il concetto già espresso da queste colonne nei giorni scorsi: lo sport a Reggio Emilia deve diventare a pieno titolo un diritto, al pari dell’educazione.
«Il Piano - ha spiegato Curioni - è frutto di un percorso di ascolto del mondo sportivo reggiano e che sarà oggetto nei prossimi tre mesi di un ulteriore approfondimento con le società sportive e con gli enti di promozione per arrivare alla sua approvazione nel mese di giugno».
Infine, Mauro Rozzi ha poi toccato l’altro tema-cardine del Piano strategico dello Sport, ovvero «la ridefinizione, già avviata, del ruolo della Fondazione dello sport e dei suoi rapporti con il Comune, le società sportive e la città». Quello sarebbe il primo e più atteso passo, che avrebbe poi lo scopo di rendere la nuova Fondazione uno strumento al servizio delle società sportive, «facilitando le pratiche di richiesta di autorizzazioni e permessi e supportandole nell’avere accesso ai contributi».
Sul piatto, l’amministrazione Vecchi mette oltre 12milioni di euro.
Un lascito che sarà anche in parte gestito da chi verrà dopo. Che dovrà decidere - per dirla con le parole dell’assessore Curioni - se continuare sulla strada dello Sport come diritto o rimettere tutti i sogni nel cassetto riportando lo Sport stesso a un ruolo pressoché ancillare. In pratica l’esatto contrario degli obiettivi enunciati ieri, con il sindaco Rozzi e la Curioni collegati sulla piattaforma Zoom dalla vasca vuota della piscina comunale di via Melato.
Lo sport come educazione e di marketing territoriale L’altro elemento del Piano, almeno nelle intenzioni del Comune, è quello di fare dello sport oltre che uno strumento per favorire corretti stili di vita, anche uno strumento di educazione, integrazione, coesione sociale, per rafforzare il senso di comunità. «Un’azione - hanno detto il sindaco e l’assessore - rivolta in particolare a bambini e ragazzi, per praticare attività fisica sia durante che dopo la giornata scolastica».
Da ultimo - è stato spiegato - il Comune intende fare dei grandi eventi sportivi ospitati in città uno strumento di marketing territoriale. —
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