Alla Reggiana mancano almeno 4 pareggi: ora la corsa dei granata è anche sul Pordenone
I “ramarri” dell’ex granata Mirco Stefani hanno 6 punti in più ma sono da settimane alle prese con un focolaio Covid
REGGIO EMILIA. Una corsa di otto tappe, un arrivo in volata, un esito incerto. Il cammino dei granata verso la salvezza ricomincia in Ciociaria, nell’anticipo di venerdì sera, contro il Frosinone fresco del cambio di allenatore, con la squadra affidata a Fabio Grosso. Ma in realtà gli avversari della Reggiana, oltre a quelli che il calendario le proporrà da qui alla fine, sono le squadre che affollano i bassifondi della B.
A pari punti (28) con i granata c’è oggi il Cosenza. Appena un punto sotto alla coppia che, se il campionato finisse oggi, si giocherebbe ai playout la permanenza in cadetteria c’è invece l’Ascoli che nelle ultime gare ha ingranato una marcia alta e sta cercando in tutti i modi di lasciare le sabbie mobili della retrocessione diretta in cui sono invischiate il Pescara (23 punti) e i liguri della Virtus Entella, ultimi a quota 21. Con 24 punti in palio i giochi sono teoricamente aperti anche per le ultime tre della classe. Invero, a voler brillare per ottimismo, la Reggiana potrebbe non solo raggiungere la salvezza nello spareggio playoff con i calabresi, ma addirittura è ancora teoricamente possibile una salvezza diretta, da festeggiarsi il 7 maggio. A due condizioni: mettere punti tra sè e le squadre pericolanti che oggi stanno alle spalle dei granata e - perché no - rosicchiare qualche punto a chi sta davanti a Rozzio e compagni. Ecco il punto (!) anzi i punti che mancano all’appello che proprio in quanto mancanti, oggi fanno sì che la sorte di Venturi e compagni sia ancora in bilico.
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Avete presente i pareggi? Anzi i classici “pareggini”, quei punti striminziti portati a casa con fatica, oppure obtorto collo, per colpa di una serie concomitante di eventi avversi che si frappongono tra la nostra squadra e la vittoria? Ecco, alla Reggiana di Max Alvini mancano tremendamente. Cosenza, Salernitana, Cremonese e Pisa: sono le uniche quattro formazioni della serie B che in una occasione ciascuna hanno diviso la posta con Radrezza e soci. Pensate per un attimo a quanti pareggi in più avrebbe potuto strappare la Reggiana in questo campionato: un punto era giusto nella trasferta di Ascoli (risultato finale 2-1 per i bianconeri), una pareggio poteva starci a Venezia ed era sacrosanto a Verona contro il Chievo che vinse al 95esimo. E ci poteva stare financo a Pescara, quando Scognamiglio ci punì a 5 minuti dal novantesimo. Senza scomodare errori arbitrali oggi saremmo fuori dalla zona playout e a soli due punti dal Pordenone che nel grafico qui sopra abbiamo inserito assieme alle pericolanti. E non perché ce l’abbiamo con l’ex Mirco Stefani, ma semplicemente perché i ramarri sono nel mezzo della bufera Covid da settimane e il loro andamento in campionato ne è la prova. A differenza dei granata hanno avuto il vantaggio di far coincidere il picco dei contagi con la sosta. Alla ripresa, il 2 aprile contro il Brescia, si vedrà se e quali postumi del virus avranno ancora gli uomini di Tesser. —
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