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L’Equipe Emilia sforna campioni nazionali «Vera integrazione»

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reggio emilia. Lo sport come mezzo per l'inclusione e la coesione sociale è sempre stato un punto fermo nei soci del consiglio dell'Asd Equipe Emilia Judo.

E un altro asso nella manica sono le conoscenze a livello internazionale del direttore tecnico Andrea Aldini, che hanno permesso a diversi atleti che non hanno ancora la cittadinanza italiana di fare parte delle rispettive rappresentative nazionali: l’albanese Igli Ramosacaj, la moldavaMihaela Turcanu, il marocchino Ecabbane Abdessamad, Serri Taho (doppia citadinanza, italiana e albanese).

Atleti d’interesse nazionale, da qui la decisione della dirigenza di tenere aperta la palestra, seguendo le normative anticovid. «Aprire le palestre per consentire agli agonisti di preparare le competizioni – spiega rimarcato dalla società – è stata una scelta dettata da un obbligo morale a cui non ci siamo sottratti».

Vice presidente è l'ingegnere Krenar Ramosacaj, cittadino italiano di origine albanese. L'Asd Equipe Emilia Judo è sensibile a questo tema avendo fra gli iscritti atleti che vengono da 3 continenti e da 18 nazioni, esempio perfetto di integrazione. Uno dei mantra degli istruttori è che se fai un buon cittadino automaticamente, se questo ne ha le possibilità, diventa anche un campione, mentre non è vero il contrario. In palestra si parla italiano, un obbligo come collante. —

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