I prossimi 100 anni del Mirabello? «Sarà la casa di Rugby e Football americano»
Il presidente della Fondazione, Mauro Rozzi, svela i piani sul futuro dello storico impianto cittadino
Massimo Sesena
REGGIO EMILIA. Per i suoi primi 100 anni, il vecchio e glorioso Mirabello avrà presto in regalo un manto erboso tutto nuovo, come nuovo sarà pure l’impianto di irrigazione. Il campo verrà poi allargato per ottenere l’omologazione agli incontri internazionali della palla ovale. Perché proprio la palla ovale sarà quella che si vedrà più spesso volare in quel catino incastonato nel centro cittadino.
A svelare che quella del rugby e del football americano sarà d’ora in poi la nuova vocazione del Mirabello è il presidente della Fondazione per lo Sport Mauro Rozzi.
Una strada in qualche modo obbligata, quella in cui pare incamminarsi il primo stadio della città: la sua collocazione in centro rende impensabile il ritorno di quel calcio che muoveva - prima della pandemia - migliaia di persone per le partite. Migliaia di persone che, peraltro, difficilmente potrebbero poi trovare posto in una tribuna a cui, anni fa, è stata dimezzata da capienza per ragioni di sicurezza (mancano le divisioni fisiche tra i settori), passando da 4mila a 2mila posti.
Numeri assolutamente teorici, oggi che qualunque manifestazione sportiva, ancorché di valenza nazionale, com’è ad esempio il massimo campionato di rugby in cui il Valorugby lotta per il titolo, si svolge a porte chiuse.
Ecco perché oggi il vecchio Mirabello è un cantiere aperto: perché sia tutto pronto a ottobre, quando nei piani della Fondazione e - in fondo - in quelli di chiunque, lo sport riprenderà a pieno ritmo.
«A ottobre - dice Mauro Rozzi - il manto erboso avrà riposato abbastanza e sarà utilizzabile, per le partite del Valorugby e per quelle degli Hogs», con questi ultimi che - sulle orme dei granata del calcio si alleneranno in via Agosti e giocheranno le partite al Mirabello. E il calcio? Davvero non si vedrà più una partita di calcio al Mirabello? Sembra impossibile, infatti lo è. Il calcio resterà: il Mirabello resterà la sede per i tornei giovanili più prestigiosi (come il “Cavazzoli”) o più seguiti e popolari (come lo “Scolastico”). E a non volersi precludere anche altri usi- in linea quantomeno teorica - ci sarà spazio anche per un ritorno di concerti e altri eventi live. Negli anni scorsi - si ricorderà - vi fu una stagione in cui al Mirabello passarono cantanti e gruppi molto noti, grazie alla vivacità di Roberto Meglioli. «Proprio su suo suggerimento - spiega ora Rozzi - sistemeremo in alcuni punti del terreno, sotto il manto erboso dei sostegni che vengono utilizzati proprio negli stadi perché il campo riesca a sopportare il peso di un palcoscenico».
Invero, non sarà soltanto una questione di erba: il Mirabello si sarà rifatto il trucco da capo a piedi. Pensiamo all’adeguamento delle misure per gli incontri internazinali di rugby, a una collocazione definitiva del tabellone luminoso in una posizione più ottimale rispetto alla tribuna e alla sistemazione dell’acustica, decisamente datata come datate sono le sedute della tribuna.
Ma per la sostituzione completa delle poltroncine - par di capire - ci sarà da aspettare ancora. Perché lo stanziamento deciso da Comune e Fondazione per l’ex tempio granata copre gli interventi sul manto erboso, quelli sulla manutenzione del magazzino e - per la parte del gestore - quelli dell’impianto d’irrigazione. Per la tribuna ci si dovrà accontentare per il momento di singole sostituzioni delle sedute rotte. —
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