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Il riconoscimento Figc 

La Panchina d’oro di serie C a Massimiliano Alvini

Nicolò Valli
La Panchina d’oro di serie C a Massimiliano Alvini

Il tecnico della Reggiana: «Premio che mi rende orgoglioso  e che tengo a condividere  con i 376 calciatori allenati  in venti anni di carriera»

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Nicolò Valli

REGGIO EMILIA. «Migliore allenatore della serie C 2019-2020». La carriera di Massimiliano Alvini si arricchisce di un nuovo capitolo, la consegna da parte della Figc della Panchina d’oro per la cavalcata trionfale con i granata culminata con la vittoria dei playoff.

«È un premio che mi rende orgoglioso e che ci tengo a condividere con i 376 calciatori allenati in venti anni di carriera», è il commento di Alvini - Questo è un riconoscimento alla splendida stagione vissuta l’anno scorso. Ringrazio tutta la società, il direttore sportivo Doriano Tosi, il mio staff e la mia famiglia, che è stata al mio fianco in questo lungo viaggio».

Lunedì sera il tecnico era ospite di Appuntamento Sport, in onda su Teletricolore e condotto da Franco Tosi. «In queste settimane stiamo tutti uniti e ritroviamo quell’alchimia mostrata la scorsa estate, poi alla fine faremo i conti», il messaggio rivolto a tutto l’ambiente dalla trasmissione tv. La lunga chiacchierata è servita per fare chiarezza su quanto successo in questa travagliata stagione, e dare fiducia rush finale. «La squadra sta meglio- ha spiegato il mister - Rossi e Zampano sono tornati; Gyamfi e Martinelli sono invece lungodegenti. Fausto è un giocatore importante ma non può essere il salvatore della patria, lo gestiremo col minutaggio; è chiaro che con gli infortuni qualcosa non sia andato per il verso giusto: secondo alcuni studi il Covid ti indebolisce, ma può anche essere che abbiamo spinto troppo dopo il focolaio».

Alvini fa della preparazione e della determinazione la propria forza, e lo ha ribadito ancora una volta: «Sapevamo che avremmo potuto fare un percorso simile; adesso dobbiamo guardare avanti alle ultime otto gare facendo tesoro di quanto vissuto; la squadra mi segue, altrimenti un cambio di modulo dopo soli dieci minuti contro il Cosenza non sarebbe stato assorbito. La salvezza diretta rimane l’obiettivo principale, ma in questo momento firmerei anche per un playout da quintultimo. Anche perché li ho già vinti».

La sua memoria corre veloce ai trionfi con il Tuttocuoio, ma adesso “Max” è un uomo più maturo: «Venti anni fa dopo una sconfitta come quella di Venezia mi sarei buttato in acqua, ma le uniche partite sbagliate sono quelle in casa con Reggina e Lecce. Ho fiducia in tutti i miei giocatori, sono migliorati ed in queste ultime otto battaglie tutti potranno venire utili; voglio dare loro un’identità ben precisa. Spero di schierare la formazione che ho in mente da tempo. La priorità ora è quella di essere più solidi dietro, anche se sono convinto che anche l’attacco possa beneficiarne». —

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