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Basket serie A

Unahotels, con Pesaro una botta di vita in attesa dei match chiave

Adriano Arati
Stretta di mano fra il coach Attilio Caja e il lungo Justin Johnson
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Stretta di mano fra il coach Attilio Caja e il lungo Justin Johnson

Il successo nel posticipo rilancia i biancorossi, attesi ora da tre sfide salvezza

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REGGIO EMILIA. Non è ancora chiaro quando la Unahotels potrà contare nuovamente su Frank Elegar dopo l’infortunio in allenamento che ha provocato una lussazione ad un dito della mano sinistra. Il centro Usa è rimasto a sedere con Pesaro e nella giornata di ieri si è sottoposto a visite specialistiche necessarie per realizzare un tutore su misura che gli consenta di poter utilizzare almeno parzialmente la mano. Non vi è frattura, ma una lussazione piuttosto pesante che ha dislocato il dito, poi rimesso in asse, e che non impedisce la piena funzionalità. Oggi Reggio torna in palestra per preparare l’importantissimo match con Cremona e solo con i primi collaudi sul campo si potrà definire meglio il quadro, sia a livello di dolore provato sia di “manualità”. Difficile adesso capire se il centro Usa sarà disponibile in campo o se coach Caja dovrà ancora fare a meno a di lui. Cremona ha due lunghi di notevole verticalità, Lee e Williams, e l’abilità difensiva di Elegar potrebbe tornare comoda.

Allo stesso, si tornerebbe poi alla necessità di sacrificare un altro straniero, proprio dopo il match in cui le due ali solitamente alternate nelle esclusioni – Johnson e Kyzlink – hanno mostrato segni di ripresa. Il periodo di difficoltà di Baldi Rossi rende preziosa l’energia garantita da Johnson, Kyzlink è però uno dei pochi esterni con stazza e impatto difensivo, le alchimie non sarebbero semplici per lo staff tecnico. Contro Pesaro, sia loro che i compagni di squadra hanno offerto buone prestazioni, e proprio in uno dei momenti di difficoltà. Il successo di lunedì va inserito in una serie A in cui molte squadre faticano ad avere continuità, Pesaro per un mese è stata la squadra sorpresa ora arranca e non poco, Trento è passata da una roboante vittoria con Brescia al collasso contro la non irresistibile Varese. Di sicuro, la Unahotels si porta a casa i due punti, che la tolgono dall’ultima piazza, e una ritrovata coesione, figlia della rigida disciplina imposta da Caja.
Nel primo tempo dell’allungo buono, Reggio ha lavorato molto bene a rimbalzo e ha protetto l’area contro Cain anche quando Sims è dovuto rimanere a sedere per falli. La scarsa energia pesarese ha aiutato, sia nel dominio in area sia a prendere buoni tiri dal perimetro, altra grande chiave della vittoria. Il 10/23 dall’arco ha aperto la strada al successo, Taylor e soprattutto Koponen hanno affossato ogni tentativo di rimonta marchigiana e il tiratore finlandese, in palese crescita atletica, è tornato ad essere la macchina che per un decennio ha fatto così bene in Eurolega. Anche la fiducia è diversa, nelle ultime sconfitte tanti tiri aperti erano sempre finiti sul ferro, la Unahotels vista lunedì ha mostrato un approccio diverso. E necessario, viste le prossime tre sfide con rivali dirette per la salvezza da affrontare. Il trittico lombardo con Cremona, Varese e Cantù sarà decisivo, già sabato con la Vanoli – formazione incostante, con fragilità ma pure parecchio talento offensivo – la Unahotels dovrà confermare questi miglioramenti. A partire dalla protezione dell’area e della capacità di approfittare degli spazi sul perimetro.
Da dicembre, il principale problema biancorosso si chiama assenza di continuità, anche nello stesso quarto di gioco, gli attaccanti di Cremona, atletici e tiratori, saranno il banco di prova cruciale. Senza grandi paracadute su cui contare, con sole cinque gare rimaste.

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