Gazzetta di Reggio

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l’attività sportiva ai tempi del covid 

«A Reggio si potrà ripartire la Fondazione va riformata»

M.Br.
«A Reggio si potrà ripartire la Fondazione va riformata»

L’appello di Ivano Prandi, delegato provinciale del Coni fresco di riconferma

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REGGIO EMILIA. «Perché lo sport a Reggio Emilia possa presto ripartire occorre il coinvolgimento di tutti sulle scelte da realizzare».

Ne è convinto il presidente provinciale del Coni, Ivano Prandi che - fresco di riconferma - interviene sul dibattito attorno al Piano strategico dello Sport presentato nei giorni scorsi dal Comune. E lo fa mettendo alcuni paletti, evitando di unirsi al coro di coloro che hanno salutato con giubilo questo passaggio dell’ente locale.

«Lo sport ha pagato e sta pagando un prezzo altissimo alla pandemia - spiega Prandi - Dobbiamo dire grazie a Enti locali, dirigenti, volontari e operatori sportivi, che con il loro impegno e la loro fantasia hanno saputo coinvolgere, con sedute sportive alternative, i loro giovani atleti, in piena sicurezza».

Poi però il Coni mette i suoi paletti, indicando la strada da seguire per passare dalle parole ai fatti, trasformando gli slogan in fatti concreti al servizio della necessaria ripartenza.

«La ripartenza - si legge in una nota di Prandi - sarà ancora più impegnativa. Lo sport dovrà essere messo al centro delle politiche nazionali, regionali e locali, non solo a parole ma nei fatti e nelle scelte concrete. Il Comune di Reggio con la proposta del suo Piano strategico offre un’opportunità a tutta la comunità. Diffondere una cultura dello sport è una scommessa che si potrà vincere solo se faremo insieme un buon gioco di squadra». E per indicare la stra, il numero uno del Coni reggiano prende spunto proprio dalle parole dell’assessore Curioni riportate dalla Gazzetta.

«Il Comune di Reggio - dice Prandi - vuole tentare di ripetere l’esperienza virtuosa di Reggio città educativa. Bene. Chi c’era 60 anni fa, sa che per realizzare tale scelta l’obiettivo era unico per tutti e gli ostacoli andavano sempre superati insieme».

Invero, l’obiettivo dell’intervento del numero uno del Coni è costituito dalla riforma della Fondazione. E nel prosieguo del suo intervento il presidente del Coni Reggiano spiega le ragioni alla base di questo obiettivo.

«Va bene - dice la nota del presidente del Coni - sistemare gli impianti sportivi esistenti che sono numerosi, ma spesso costruiti tanti anni fa. Va bene costruire i nuovi impianti che servono alle nostre società sportive. Ma è necessario concordare gli eventi e garantire una corretta gestione degli impianti». E per fare questo, è sicuramente «ancora più necessario costruire una nuova Cultura sportiva, che metta lo sport al centro della programmazione e dello sviluppo della città». Poi però, Prandi arriva al dunque: «Ricordiamoci - scrive - che dobbiamo pure adeguare gli strumenti del nostro intervento, a partire dalla Fondazione». E che sia quello il tema che sta più a cuore al Coni lo capisce dalle parole finali di Prandi. «Saremo tanto più virtuosi quanto più coinvolgeremo tutti i soggetti interessati alla realizzazione del Piano, sfruttando gli strumenti a nostra disposizione e superando le inutili burocrazie e perdite di tempo». —



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