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verso la sfida salvezza 

Lo “scontro” Caja-Scola mette pepe nel big match fra Unahotels e Varese

Adriano Arati
Lo “scontro” Caja-Scola mette pepe nel big match fra Unahotels e Varese

Frizioni tra il fuoriclasse argentino e l’attuale allenatore biancorosso sarebbero state alla base del divorzio consumatosi  durante il precampionato

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Adriano Arati

reggio emilia. Un maestro del gioco, uno dei grandi protagonisti del basket del nuovo millennio.

Pochissimi giocatori possono vantare il percorso e le vittorie messe assieme da Luis Scola, principale riferimento offensivo di Varese. Un fuoriclasse che per quasi vent’anni ha fatto benissimo ai livelli più alti, Nazionali, Eurolega, Nba, che la stessa Unahotels ha cercato nell’estate scorsa, durante la costruzione della rosa.

Il non ancora 41enne lungo argentino con passaporto spagnolo è approdato in Italia nel 2019, chiamato a Milano dal coach Ettore Messina, si è subito ambientato così come la sua famiglia e ha deciso di proseguire qui la carriera, anche per arrivare a pieno regime alle Olimpiadi.

In estate, diverse società italiane lo hanno cercato, l’offerta avanzata dalla Pallacanestro Reggiana era una delle più solide, alla fine l’ha spuntata Varese approfittando della vicinanza con Milano, dove la famiglia Scola si è trovata molto bene.

La presenza di Scola ha portato anche, secondo diverse voci, alla rottura definitiva con il coach Caja.

Le tensioni fra il tecnico e la dirigenza erano già presenti, i metodi rigorosi dell’allenatore pavese non sarebbero stati apprezzati da due veteranissimi come Scola e Douglas e alla fine la società lombarda ha deciso di esonerare Caja prima del via, affidando l’Openjobemetis a Varese.

In stagione, Scola ha avuto qualche momento di difficoltà atletica, ma rimane comunque uomo da 19 punti, 5.7 rimbalzi e 43.1% da tre punti, in attacco non ha l’esplosività dei tempi d’oro ma la tecnica vicino a canestro rimane superiore, la mira dall’arco è migliorata e la capacità di prendere falli e sfruttare ogni vantaggio concesso è sempre quella, stellare. Si parla d’altronde di un fuoriclasse come pochi, emigrato in Spagna 19enne e consacratosi al Tau Vitoria, dove per sette anni ha brillato in Eurolega. Nel 2007 il grande salto, la Nba, dove è rimasto dieci anni, brillando particolarmente a Houston; nel 2017 il passaggio in Cina, a Shangai, e nel 2019 il ritorno in Europa.

In Nazionale, è stato uno degli eroi dell’oro olimpico 2004, conquistato contro l’Italia di Gianluca Basile e del suo attuale allenatore Massimo Bulleri; al conto vanno aggiunti tre bronzi olimpici e due argenti ai Mondiali, l’ultimo nel 2019, quando assieme a Campazzo ha guidato un’Argentina senza i grandi nomi del passato ma capace, ancora una volta, di stupire.

In buona sostanza, un monumento che cammina. —

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