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L’Olimpiade è già costata il doppio e Tokyo non sa come disputarla

La Cina in aiuto del Sol Levante: rende disponibile i suoi vaccini Ma la rassegna a cinque cerchi continua a essere in bilico 

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LO SCENARIO

Duecentosette Paesi e trecentosei gare: sono i numeri principali dell’Olimpiade di Tokyo, che continuerà a chiamarsi “2020”, anche se è slittata di un anno. A pochi mesi dall’inizio la situazione è in salita. Il Cio si dice sereno e di sicuro altri rinvii non sono possibili, ma al momento le Olimpiadi non sembrano vedere la luce in fondo al tunnel attesa da tutti e promessa dal presidente Thomas Bach. A questa situazione si aggiungono i dubbi del popolo nipponico, in grande maggioranza ora contrario a un’Olimpiade costata il doppio del budget iniziale: oltre 12 miliardi di dollari, più 800 milioni di spese aggiuntive per il rinvio di un anno, contro i 5,4 previsti.

Alcuni dei test event che tradizionalmente precedono i Giochi e servono a mettere alla prova impianti e organizzazione, come quelli di tuffi e nuoto sincronizzato, sono stati ricollocati in calendario fra maggio e giugno, sperando che il virus rallenti. Il governo giapponese è alle prese con l’emergenza sanitaria: c’è allarme per una nuova variante del covid, mentre il piano di vaccinazioni non funziona a pieno regime, anche perché in Giappone è stato approvato solo il siero della Pfizer. Il Cio ha annunciato di aver accolto l’offerta di Pechino di mettere a disposizione i vaccini cinesi per tutti i competitors mondiali che lo desiderino, su base volontaria, una forma di aiuto soprattutto alle nazioni più povere o in difficoltà nelle loro campagne d’immunizzazione.

Rimane aperta la questione degli spettatori negli impianti dove si svolgeranno le gare. Dopo la decisione di non ammettere tifosi provenienti dall’estero, va stabilito cosa fare con quelli giapponesi. Se ne parlerà a maggio, d’intesa con governo, autorità locali e sanitarie, in base all’andamento della curva epidemiologica.

Porte chiuse o no, Tokyo 2020 vedrà in lizza 207 paesi impegnati in 42 diverse discipline e 306 gare in programma, sempre più all’insegna della parità di genere e quindi con un marcato aumento della partecipazione femminile. Lo testimonia anche la composizione dell’Italia Team, che al momento vede una presenza rosa del 48,6%, fatto mai avvenuto prima. —

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