Magalini: "Al Granillo servirà una Reggiana coraggiosa"
Il direttore sportivo del Vicenza, reduce dalla sconfitta della sua squadra a Reggio Calabria, non considera spacciati i granata: "Devono giocare con il carattere e la qualità che hanno dimostrato nella sfida di Venezia"
REGGIO EMILIA. Difficile trarre indicazioni su di una squadra che dopo solo sei minuti è già avanti per 2-0. Specie se, causa Covid, sei obbligato a vedertela da casa, per televisione, ed ovviamente distratto da altri pensieri. Giuseppe Magalini, diesse del Vicenza con un passato granata, tuttavia non si sottrae. Per quel che vale un giudizio maturato in quelle condizioni. La Reggina, che domenica ha superato il Lane 3-0, l’ha impressionato. Del resto, numeri alla mano, è la formazioni più in forma. «È una squadra che sta vivendo un buonissimo momento a livello fisico e mentale. Baroni è stato bravo a risolvere i problemi che ha ereditato, le ha dato compattezza, convinzione, trovato nel 4-2-3-1 in modulo che meglio si addice all’organico di cui dispone, viaggia con il vento in poppa».
Può davvero puntare ai play-off?
«Sì e per me non è una sorpresa, ha una rosa profonda, con tanti elementi di qualità, piuttosto mi dava da pensare prima: è stata costruita in estate con obiettivi ambiziosi, non è certo partita per salvarsi e basta, i play-off erano già nelle corde ed obiettivi amaranti».
Ad essere cattivi, non è che si è rimessa in carreggiata quando ha messo da parte le figurine come Menez.
«Questo non lo so, non conosco le dinamiche interne, a quanto mi consta Menez ha avuto anche problemi fisici. Là davanti ha una batteria davvero importante, da Folosunsho, a Rivas, Edera, Montalto, Denis, Bellomo e poi ha morale, fiducia nei propri mezzi ».
Quindi per la Reggiana sarà dura, sabato, uscire dal Granillo con qualcosa di utile?
«Difficile, dura, ma non impossibile, la Reggiana l’ho vista fare anche buone partite, andrà là con le sue motivazioni, la sua voglia, la sua organizzazione per fare la sua partita. In B non esistono partite dall’esito scontato, tutto può succedere, a volte basta un episodio e ti cambia l’inerzia».
La Reggiana ha il brutto vizio di andare subito sotto, di subire troppe reti in apertura di match e questo poi condiziona, può essere la paura?
«Assolutamente no. Nel calcio non può e non deve esistere la paura, il giusto rispetto per gli avversari sì, la paura no, altrimenti cambi mestiere. Piuttosto forse è l’eccessiva pressione, la tensione per una posizione di classifica delicata che ti può indurre all’errore, ad effettuare l’uscita sbagliata, ma mi pare che il problema si ponga di più in casa, a Venezia ad esempio ha subito quando non doveva. Ecco se Reggiana si esprimerà con il coraggio e la qualità palesata in laguna, è sicuramente in grado di fare punti in Calabria: glielo auguro. A Reggio ho vissuto una parentesi breve ma positiva sotto il piano dei risultati e delle relazioni umane ». —
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