Le tre strade che la Reggiana si troverà davanti a campionato finito
La società granata potrà certamente ricorrere alla giustizia ordinaria dimostrando di essere stata danneggiata dall’applicazione del protocollo
Wainer Magnani
REGGIO EMILIA. Solo il tempo dirà se sia o no peggio del buco, la “pezza” che in queste ore la Lega di B si appresta a mettere sul caos generato nella gestione del protocollo Covid che dopo esser stato spacciato per una sorta di tavola della legge, ora è poco più che carta straccia. E tuttavia, anche e soprattutto a prescindere da come dovesse andare a finire, è evidente che la Reggiana abbia subito un danno. E per reagire ha di fronte a sè tre strade, che corrispondono ad altrettanti scenari.
Il primo scenario possibile è quello di un blocco delle retrocessioni, perché la disparità di interpretazioni delle normative da parte del giudice sportivo di primo grado e i conseguenti rinvii delle partite non “garantiscono - come ha rimarcato il club granata nel suo comunicato - la regolarità del campionato in corso”. Una tesi che dovrebbe essere sposata dalla Figc, che al momento sembra voler stare alla finestra. Senza contare che questa opzione potrebbe non trovare tutti d’accordo.
Il blocco delle retrocessioni comporterebbe per il campionato 2021/22 una serie B a 24 squadre e lo scoglio maggiore da superare è un minore introito dei diritti televisivi seppur parzialmente mitigati dal fatto di avere otto partite in più.
Un’altra mossa che la Reggiana potrà percorrere, in caso di retrocessione, sarà la richiesta di riammissione al campionato di serie B proprio per il danno sportivo subito. Un procedimento che potrebbe essere percorso anche dalle altre tre squadre retrocesse se passerà il principio che il campionato è stato falsato. È bene ricordare che fino al 2018 la serie B era a 22 squadre poi venne deciso, dopo il blocco dei ripescaggi, di rimanere a 20 dopo la bocciatura dei ricorsi di Catania, Novara e Siena con l’intento di tornare a 22 squadre entro il 2022/23 con la riduzione delle retrocessioni da quattro a tre.
Il terzo scenario possibile è il ricorso della Reggiana alla giustizia ordinaria per ottenere un risarcimento danni. Un percorso reso possibile dal fatto che è stato avvallato il “principio della clausola compromissoria” che rappresenta un un vincolo privato con cui si sceglie un’alternativa al ricorso alle vie ordinarie di giustizia sportiva.
E’ stato lo stesso presidente Carmelo Salerno a rimarcare alla Gazzetta “pronti a tutelarci in tutte le sedi civili, amministrative” e ovviamente sportive. L’unica cosa abbastanza certa, perché non c’è giurisprudenza, resta il fatto che nè il presidente della Figc Gravina nè il presidente della Lega di B Balata possono impugnare la sentenza del giudice sportivo e far ripetere la partita Salernitana-Reggiana. —
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