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La Reggiana lotta e si danna ma la Reggina l’affonda all’87’

J. D. P.
La Reggiana lotta e si danna ma la Reggina l’affonda all’87’

I granata vanno subito in svantaggio, ma poi trovano il pareggio con Kargbo: nel finale raddoppio dei calabresi

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REGGIO CALABRIA. Le partite della Reggiana sono diventate un supplizio. Per qualche arcano motivo o colpa, la squadra è condannata alle fatiche di Sisifo, il personaggio mitologico costretto da Zeus a spingere un masso fino alla sommità di un monte, per poi vederlo rotolare dalla parte opposta e dover ricominciare tutto da capo. Senza mai giungere a un risultato.

Al Granillo di Reggio Calabria, in quella che fu la Magna Grecia, è andata in scena una tragedia (sportiva, ma pur sempre tragedia). Gol subito al primo tiro avversario (Montalto di testa sugli sviluppi di un angolo), rigorosamente nei minuti iniziali, come troppe volte è accaduto in questa stagione.

Si potrebbe quasi pensare a una disposizione celeste, ma va anche detto, per tornare alle questioni terrene, che l’attaccante ha la libertà di andare a colpire di testa senza essere troppo disturbato da Rozzio e compagni. E anche questa è una preoccupante costante.

Questa volta però i granata hanno provato ad opporsi alla sventura con maggiore forza e lo hanno fatto con Kargbo, che sul finire del primo tempo ha trovato il pareggio e il secondo gol stagionale, con una vera e propria prodezza su assist di Laribi. Augustus nasconde la palla al suo marcatore e poi dalla sinistra pesca l’angolino più lontano.

Dopo tanti tiri fuori dallo specchio della porta nelle altre giornate, un acuto che ricorda quello della trionfale marcia dei playoff di serie C.

Il contemporaneo ko del Cosenza a Pisa, rendeva allettante anche il pareggio, nonostante la distanza con l’Ascoli è comunque tale da non far disputare i playout.

E invece no. Puntuale, allo scadere, la punizione, ineluttabile come il fato. Rivas servito di testa da Liotti, trova un tiro sporco che fissa il risultato sul 2-1. Difesa ancora una volta non impeccabile.

La reazione della squadra c’è. Segno che la Reggiana non è morta e vuole continuare a lottare. Prima Kirwan di testa manda alto da ottima posizione, poi Lunetta insacca ma la rete viene annullata per un fuorigioco del neozelandese (che prova a prendere la palla). Una decisione che non fa che alimentare le tensioni e le recriminazioni in casa granata.

A fine gara non c’è molto da dire e con sole quattro partite da giocare, e lo spettro della retrocessione sempre più vicino, la società si chiude nel silenzio, anche per protesta nei confronti della direzione di gara.

Una presa di posizione comprensibile e che è più che altro frutto degli episodi di questi mesi e dell’amarezza per l’ennesima partita dove si sperava potesse arrivare la svolta, che invece non c’è stata.

Al Granillo Massimiliano Alvini ha mandato in campo una formazione con qualche novità. In attacco ha puntato sul solo Kargbo, con Laribi ad affiancarlo o fare da rifinitore.

Centrocampo più muscolare, con Varone e Muratore e il solito Rossi a fare da perno e da fosforo.

L’attaccante della Sierra Leone è apparso subito in giornata, perché oltre alle sue caratteristiche sgroppate si è distinto per ottimi stop del pallone e passaggi ai compagni più precisi. L’attaccante rispetto alle gare precedenti ha sicuramente fatto un salto di qualità sotto molti punti di vista: non è caduto e non ha protestato, nemmeno quando gli hanno fischiato il solito fuorigioco dubbio.

Ardemagni, relegato in panchina, pare ormai finito indietro nelle gerarchie del tecnico toscano. Considerando che era arrivato a gennaio per risolvere i problemi in attacco della Reggiana, non si tratta di un fatto di poco conto.

Abbiamo detto del gol subito a freddo, come da copione. Ma va sottolineato che la squadra ha avuto il merito di non cedere mai allo scoraggiamento o alla frenesia, e ha cercato il pareggio. Nella ripresa è accaduto davvero poco, fino a quando la gara si è accesa nel finale.

Ora resta pochissimo tempo per recuperare le energie, perché martedì è già tempo di incontrare il Pordenone, che ieri si è rilanciato ai danni del Frosinone grazie a una doppietta di Patrick Ciurria (ex Castellarano).

La speranza è ridotta al lumicino, ma la matematica, con 12 punti ancora in palio, obbliga la Reggiana a continuare a crederci con determinazione.

L’auspicio è che una scintilla si accenda o che qualcosa o qualcuno intervenga a cambiare una traiettoria che appare pericolosamente delineata. Come dicono gli ottimisti, “non è finita, fino quando non è finita”. Tocca ai giocatori e al suo mister attenersi a questo motto nel rush finale. —

J. D. P.

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