La Unahotels scaccia la paura Battuta Cantù al fotofinish
Una magia di Taylor regala la vittoria nello scontro diretto I biancorossi ora sono a +4 e vedono la sospirata salvezza
Francesco Bernasconi
desio (mb). Finisce con un urlo liberatorio la sfida salvezza per la Unahotels che beffa Cantù al fotofinish grazie al gioco da tre punti di uno strepitoso Brandon Taylor.
Eppure la squadra canturina aveva cominciato l'ultimo quarto con 8 lunghezze di vantaggio ma l’attacco, seppur aiutato da un ottimo Leunen con 15 punti, non ha girato a dovere. Inutili i 19 di Gaines, a cui non è riuscito il tiro della vittoria, i 13 di Pecchia e i 10 di Jaaziel Johnson.
Una grande prova di carattere invece per i reggiani che compiono così un deciso balzo verso la salvezza.
Il tecnico Attilio Caja decide di riproporre l’organico di Varese, lasciando fuori per il turnover il centro Sims.
Si parte e primi 8 punti dei padroni di casa sono firmati da un maestoso Leunen, ma Reggio recupera il break con i 7 messi a referto da Lemar e la bomba di Baldi Rossi per il vantaggio 11-8.
Bayehe e Gaines cominciano a produrre, ma la tripla di Candi e l’acuto dell’ispirato Taylor non permettono all'Acqua San Bernardo di scappare. Il play biancorosso risulta inarrestabile nei primi 10 minuti e porta i reggiani a più 4 (21-17), chiudono la frazione i canestri di Pecchia e Baldi Rossi. Il parziale sul tabellone del pala BancoDesio recita 23-19 in favore dei ragazzi di Caja.
Il secondo quarto conferma il sostanziale equilibrio in campo.
Il canturino Johnson risponde subito al + 6 di Koponen, mentre Thomas accorcia dopo il + 5 di Baldi Rossi. L’attacco biancoblù langue. La bomba di Thomas illude per il pareggio a quota 27, Johnson ne mette altri 3 per Reggio e l’attacco di casa si prende un’altra lunga pausa che porta alla bomba del - 6 siglata dal tonico Lemar.
La Unahotels incontra un momento di difficoltà nel finale di tempo così Radic e Gaines permettono a Cantù di rientrare. L’acuto finale è proprio del leader di casa che va in lunetta con quattro liberi consecutivi che siglano il vantaggio e infine sigilla il punteggio sul 37-33 con l'ultimo canestro.
Il terzo quarto comincia bene per Cantù con la bomba di Smith ma Taylor torna a bussare dopo un secondo periodo in cui non s’era messo in particolare evidenza, con due bombe che riportano i brianzoli coi piedi per terra. Gaines sente che è il momento di rispondere subito e spara la tripla.
La Unahotels accorcia, pareggia e va quindi avanti con Elegar.
Due liberi di Smith siglano il 45-45 e la schiacciata di Pecchia permette all’Acqua San Bernardo di riportarsi al comando. Anche Elegar affonda le mani nel canestro canturino, ma Gaines sente il momento e suona di nuovo la carica con la tripla del 50-47, seguito poi da Pecchia con 5 punti consecutivi. La squadra di Bucchi va sul 55-49 e Caja si vede costretto a chiamare timeout.
Nell’ultimo quarto ci si gioca tutto.
Due bombe consecutive di Koponen riaprono la gara e Cantù non segna per i primi 3’. La tensione è alta.
La tripla di Leunen, rimasto fermo dal primo quarto, ridà vigore ai suoi, ma un minuto dopo Lemar replica riducendo a due sole lunghezze lo svantaggio ospite.
La fatica a trovare il canestro è palese, si segna col contagocce.
A metà quarto Johnson regala il pareggio a quota 62 a Reggio.
Un altro giro di lancette e Leunen infila un’altra bomba di lusso, ma Koponen, caldo come una stufa, pareggia immediatamente.
Il Johnson canturino si iscrive al festival del tiro pesante in un momento delicato e Leunen realizza un libero per il 69-65.
Grandi emozioni nel finale.
A due minuti dalla fine Elegar riporta in pareggio la gara. Pecchia segna e consente alla sua Cantù di entrare avanti nel punteggio nell’ultimo minuto. Di nuovo Pecchia fallisce la tripla che chiuderebbe il discorso. Taylor è però lucidissimo: il play reggiamo firma pareggio e sorpasso a 5” dal termine, costringendo anche Bayehe a spendere fallo su di lui che realizza poi dalla lunetta. È la giocata decisiva. Sul ribaltamento di fronte con 3” appena, Gaines sbaglia infatti il tiro della vittoria. —
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