Reggiana all’ultima spiaggia o vince con il Pordenone altrimenti è retrocessione
I margini per agguantare i playout si fanno sempre più esigui ma al di là della matematica è finita se il primo maggio non arrivano i tre punti
Jacopo Della Porta
REGGIO EMILIA. La sfida del primo maggio con il Pordenone è davvero l’ultima spiaggia per la Reggiana. Ci si potrebbe rifugiare dietro alla matematica per sostenere il contrario. Ma si tratterebbe di una illusione.
Con sole quattro partite al termine del campionato e sei punti di divario con l’Ascoli (i playout non si disputano se tra la quartultima e la quintultima ci sono più di cinque lunghezze), non c’è quasi più tempo per provare a invertire la rotta.
Non è tanto una questione di punti a disposizione, ancora 12, ma di realismo e probabilità.
Nelle ultime 10 partite la Reggiana non ha mai vinto e dunque con i ramarri sarà di fatto l’ultimo appello per poter dimostrare che ha i mezzi per poter lottare fino alla fine. Al momento non è scontato che la squadra abbia questa capacità, anche solo potenziale, perché è difficile pensare che i 52 gol subiti siano frutto di distrazioni, invece che di oggettivi limiti tecnici.
Dunque, per salvarsi, o meglio, per raggiungere i playout, c’è bisogno di un mezzo miracolo. La Reggiana dovrebbe smettere di essere la Reggiana di questa stagione.
La partita con il Pordenone sarà quasi da dentro o fuori, nella speranza poi che Ascoli e Cosenza non facciano punti. E visto il ruolino di marcia recente dei marchigiani è tutt’altro che scontato. Senza dimenticare che il Pescara, vincendo nel recupero del 27 aprile con la Virtus Entella, potrebbe agganciare i granata.
Senza l’infortunato Mazzocchi e senza Kargbo squalificato, il tecnico Massimiliano Alvini avrà grandi problemi in attacco nella sfida con i friulani (considerato che il giocatore del Sudtirol è l’unico che vede la porta e Augustus è la punta più in forma).
Problemi che si aggiungono a quelli ormai cronici della squadra. Ad esempio, giocare con un modulo che prevede esterni, quando gli esterni non ci sono mai stati in rosa o non sono mai stati all’altezza, rappresenta un grosso limite. Dopo il mercato di gennaio, quando non furono trovati laterali disponibili a venire a Reggio, si era detto che la Reggiana avrebbe cambiato modulo. E così è stato per un po’ di tempo. Recentemente si è tornati all’antico, senza però che le lacune emerse nei primi mesi siano state colmate. Ci sarà un motivo per questa scelta e non la discutiamo. Indiscutibili sono però anche i risultati.
Il primo maggio i granata si giocano le residue possibilità di rimanere in serie B ed è un peccato che debbano farlo da soli, senza il calore del proprio pubblico. —
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