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Basket serie A

Johnson: "La Unahotels deve fare solo l'ultimo passo"

Nicolò Valli
Justin Johnson con il coach Attilio Caja al termine del match a Cantù
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Justin Johnson con il coach Attilio Caja al termine del match a Cantù

Il lungo americao ha dimostrato di essere in crescita nelle ultime gare

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REGGIO EMILIA. «Ad inizio stagione non riuscivo ad esprimermi come avrei voluto ed ho faticato, ma dopo l’infortunio mi sono rimesso in forma ed il mio approccio mi ha aiutato in modo particolare. Adesso sono felice di dare il mio contributo ed aiutare la squadra”. Justin Johnson è un’atleta ritrovato, in fiducia ed in grado finalmente di mettere in mostra le sue qualità. Anche a Desio, nello scontro diretto contro Cantù, il suo contributo è stato importante (10 rimbalzi catturati), tanto è vero che era in campo nei secondi finali di partita. L’ala della Unahotels è però già proiettata alla sfida con Sassari, quando potrebbe arrivare la matematica salvezza.
Johnson, a Cantù due punti che possono valere una stagione.
«È stata un’emozione molto grande. Abbiamo giocato la partita che dovevamo fare, portando ognuno il proprio mattoncino in momenti diversi del match. È un successo che ci ha messo in una posizione migliore rispetto a prima, ma ora siamo tutti focalizzati nel cercare l’ultimo passo necessario a salvarci».
L’abbraccio di gruppo al suono della sirena ripaga di tutti i sacrifici di queste settimane?
«Quel gesto è un po' il simbolo di tutto quello che abbiamo passato in questi mesi con difficoltà fisiche, mentali e di risultati. È stato liberatorio, e dimostra al tempo stesso quanto fossimo tutti uniti e compatti nel volere ottenere questa vittoria».
Nell’esultanza a centrocampo era particolarmente carico. Cosa ha detto ai suoi compagni?
«Sì, mi sono sentito di dire qualcosa alla squadra in quel momento: siamo infatti riusciti a non disunirci superando le difficoltà come fratelli, andando anche sotto di otto punti ma restando a galla. È questa la componente chiave nei nostri ultimi successi, ed è quello che dobbiamo continuare a fare anche negli ultimi due incontri della stagione».
Sembra un giocatore rigenerato. Merito di coach Caja o è scattato qualcosa in lei?
«Dopo il mio infortunio mi sono applicato molto per trovare la condizione e tornare il prima possibile a disposizione. Coach Caja mi ha poi dato fiducia, permettendomi di esprimermi: mi sento a mio agio in questo contesto tecnico».
Eppure in qualche partita si è accomodato in tribuna per la turnazione degli stranieri.
«Sono innamorato della pallacanestro e non farei altro che giocare, aiutando il team a vincere».
Le ultime vostre battaglie saranno contro Sassari e Venezia. Come vede a questo punto la lotta per la salvezza?
«Non dobbiamo fare nulla che cambi l’approccio delle ultime settimane; dobbiamo preparare la sfida con il desiderio di lavorare duramente ed arrivare a Sassari, avversario tosto, con il giusto approccio e mentalità».
Un bilancio della sua esperienza con la canotta biancorossa?
«Non posso che esprimere la mia gratitudine alla società, che mi ha dato l’opportunità di difendere i suoi colori in una città che ho apprezzato, nonostante le limitazioni legate alla pandemia. È stata un’esperienza gratificante e positiva».

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