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«Manca solo l’ultimo passo per la salvezza la Unahotels non deve mollare adesso»

linda pigozzi
«Manca solo l’ultimo passo per la salvezza la Unahotels non deve mollare adesso»

Basket serie A. Il dg con delega al mercato Filippo Barozzi in vista delle ultime due gare di una stagione resa ancora più difficile dal Covid 

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l’intervista

linda pigozzi

L’ultimissimo sforzo, quello che andrebbe a chiudere una stagione ondivaga fatta sì di sofferenze ma pure di qualche soddisfazione. È un ultimo sforzo quello che il dg Filippo Barozzi chiede alla Unahotels, quando al termine della regular season non mancano che 80’ appena.

«Affronteremo le ultime due gare – spiega – dopo la gran vittoria su Cantù. Un successo emozionante, voluto a tutti i costi. Oggi, però, dobbiamo continuare a cercare la salvezza. Manca ancora l’ultimo passo e non possiamo permetterci di fermarci. Con Cantù s’è visto un cambio di rotta. Abbiamo ritrovato in pochissimo tempo e valori della Pallacanestro Reggiana che pure fino a Natale avevamo. Quali? Ordine, disciplina, essere squadra e il lottare su ogni pallone».

Evidente che a un certo punto della stagione, questi valori si erano persi.

«La stagione era partita oltre le più rosee aspettative, dopo un’ottima Supercoppa le prime partite di campionato ci avevano visto arrivare fra le prime quattro. Sapevamo che la prima stagione di un nuovo corso è sempre complicata e sin da subito avevamo parlato di obiettivo salvezza. In quel periodo c’era grande soddisfazione perché secondo noi la squadra era stata costruita bene visto e considerato che dopo sedici gare totali eravamo in quella posizione, esprimendo un buon gioco e rappresentando i nostri valori di sempre. È palese che nel periodo natalizio s’è rotto un equilibrio, anche a causa degli infortunio occorsi fra dicembre e gennaio a giocatori importanti come Johnson ed Elegar. In quei giorni non siamo stati in grado di mantenere l’armonia tecnica e di spogliatoio».

Che spiegazioni vi siete dati per quanto accaduto?

«Si era rotto qualcosa a livello di spogliatoio. Siamo i primi a prenderci la responsabilità per non essere riusciti a trovare una quadra sia tecnica sia di armonia all’interno del gruppo».

Non avete aspettato troppo per cambiare la guida tecnica?

«Avevamo investito sin dall’inizio in Antimo Martino e ci abbiamo creduto facendo con lui anche il “secondo mercato” e provandoci in tutti i modi. C’è grande dispiacere che le cose non siano poi andate come tutti auspicavamo. Successivamente abbiamo dovuto fare una scelta quasi obbligata, quella di cambiare».

Perché la scelta è caduta su un allenatore come Caja?

«Abbiamo puntato sull’esperienza e su un tecnico abituato a raggiungere la salvezza in situazioni d’emergenza. Per ora la scelta ha pagato. Dobbiamo però completare l’opera».

Quale ritiene sia stato il momento della svolta?

«Premesso che dobbiamo ancora conquistare la salvezza, ma se devo individuare un momento preciso in cui ho visto il gruppo svoltare è stato nella bolla di Oradea, sede della seconda fase della coppa. Quei giorni passati fra hotel e palestra ci sono serviti per ricompattare società, staff e squadra. Rimane l’amaro in bocca per la Final Four mancata, ma proprio in Romania è scattato qualcosa all’interno del gruppo».

Il Covid ha portato difficoltà a tutti i livelli. Come sono state gestite?

«Il presidente di Lega Gandino e il segretario Riccò durante la stagione hanno fatto un gran lavoro. Non era scontato arrivare a questo punto con poche gare da recuperare. Anche mercoledì, dopo il caso del focolaio a Brindisi, l’assemblea di Lega ha trovato la soluzione migliore per tutti».

Il futuro?

«Oggi il futuro è il nostro presente. Abbiamo un solo obiettivo: salvarci. Non possiamo permetterci di smettere di pedalare con il traguardo davanti, quindi testa bassa e mani sul manubrio. È comunque doveroso fare un ringraziamento ai soci per tutto quello che hanno fatto, garantendoci sempre grande sostegno e supporto».

La salvezza potrebbe arrivare già domenica a Sassari. Come vede il match?

«È una squadra rodata, con un’identità tecnica ben definita e con buone identità che gioca per il quarto posto. Dovremo andare in Sardegna con la fame di poter raggiungere una salvezza che con una vittoria nostra, sarebbe ancora più bella». —

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