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il coach avversario 

L’istrionico Pozzecco sa fare la differenza anche come timoniere

A.A.
L’istrionico Pozzecco sa fare la differenza anche come timoniere

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reggio emilia. È un cammino segnato da turbolenze, inevitabili visto il personaggio, ma pure da una notevole crescita tecnica, quello seguito da Gianmarco Pozzecco come allenatore. Uno dei giocatori più amati, talentuosi e ingestibili del basket italiano, come coach è diventato progressivamente l’esponente di una pallacanestro razionale, basata sulla fisicità e su principi “antichi”, rari da vedere nell’attuale approccio imperniato sul tiro da fuori e sugli esterni.

La sua Sassari in questi anni ha ottenuto buoni risultati puntando sul gioco spalle a canestro e sull’efficacia di lunghi veri, oltre che su una grande fisicità difensiva e a rimbalzo. Non quello che ci si sarebbe forse aspettato vedendo giocare il Poz, tanto creativo e dotato offensivamente quanto “selvatico” e poco incline alla disciplina collettiva.

L’elettricità rimane nel dialogo con gli arbitri, nella teatralità, negli screzi con le dirigenze. Basti pensare alle dimissioni con Varese e Fortitudo e alle tensioni col presidente sassarese Sardara.

La carriera in panchina inizia nel novembre 2012 in A2 a Capo d’Orlando, la squadra in cui aveva finito il percorso da giocatore due anni prima. In Sicilia lavora bene, porta la formazione alla salvezza partendo dall’ultima piazza e nell’anno successivo sfiora la promozione. Nel 2014 il salto in A con Varese, la società con cui aveva vinto un indimenticabile scudetto da giocatore. Bastano pochi mesi per un nuovo salto; nel febbraio 2015 Pozzecco si dimette e al suo posto arriva proprio Attilio Caja, il rivale di domani, che riesce a guidare i lombardi alla salvezza.

Il passo successivo porta in Croazia, al Cedevita guidato da Veljko Mršić, compagno di squadra della “mosca atomica” nella Varese scudettata. A Zagabria passa due anni lavorando come vice, e lì conosce Miro Bilan, oggi faro di Sassari. Nel 2017 parte senza incarico prima di accettare nel marzo 2018 la chiamata della Fortitudo Bologna, un’altra sua ex squadra, dove prende il posto dell’amico triestino Boniciolli. A giugno, l’esperienza si conclude, dopo soli tre mesi. Nel febbraio 2019, l’approdo a Sassari, dove sostituisce un altro grandissimo ex attaccante, Enzino Esposito. L’impatto è immediato, i sardi vincono la Fiba Europe Cup e arrivano alla finale scudetto, persa a gara 7 con Venezia. —

A.A.

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