Il Chievo invoca il protocollo «3-0 a tavolino con l’Empoli»
Martedì c’è il recupero ma i clivensi fanno ricorso alla Corte d’Appello per chiedere che la capolista toscana sia trattata come la Reggiana
Jacopo Della Porta
REGGIO EMILIA. La fine del campionato si preannuncia come un percorso ad ostacoli. Tra il rischio Covid e quello dei ricorsi, non sarà una passeggiata.
Ora è la volta del Chievo ad annunciare iniziative a tutto campo per chiedere il rispetto del famigerato protocollo Covid, che è stato applicato, in tutto il suo rigore, soltanto alla Reggiana. I clivensi chiedono di ottenere la vittoria a tavolino per 3-0 ai danni dell’Empoli.
Il 3 aprile i veronesi si erano recati allo stadio Castellani, dove però i padroni di casa non si palesarono. La capolista, alle prese con un focolaio di Covid, si era già giocata il jolly per rimandare la trasferta con la Cremonese. Gli azzurri in seguito alla mancata comparizione non hanno subito il ko a tavolino ma hanno ottenuto il rinvio della gara con il Chievo.
Così, lo stesso giudice sportivo che non aveva ritenuto che alla Reggiana, a fronte di 18 contagiati, potesse essere riconosciuta la causa di forza maggiore, l’ha invece accordata agli azzurri. A fare giurisprudenza, questa la giustificazione, sarebbe stata la sentenza con la quale il Collegio di Garanzia del Coni ha accolto il ricorso del Napoli per la mancata trasferta in casa della Juventus.
L’avvocato Luciano Ruggiero Malagnini, legale del Chievo, ha depositato il ricorso alla Corte d’Appello della Figc. Le motivazioni si basano su questa considerazione: l’Empoli in prima battuta ha riconosciuto la validità del protocollo, dato che si è giocato il jolly per non andare a Cremona; successivamente però i toscani si sono appellati alla causa di forza maggiore e al provvedimento dell’Ausl che imponeva la quarantena a tutti i giocatori.
Ci sarebbe dunque una discrepanza in questo comportamento. Una volta accettata la logica del protocollo, sostiene il legale, andava portata fino in fondo e nella partita successiva bisognava presentarsi in campo o subire il 3-0 a tavolino.
L’avvocato del Chievo, intervenuto alla trasmissione “Che aria tira”, su RadioVerona, ai microfoni di Alessandro De Pietro, ha ribadito che la società clivense è pronta ad andare fino al Collegio di Garanzia se non avrà soddisfazione alla Corte d’Appello.
Ora si corre il rischio che la gara venga giocata due volte. Infatti martedì è in calendario il recupero, mentre l’udienza della Corte d’Appello potrebbe tenersi nei giorni successivi. Il Chievo aveva chiesto di non giocare la partita fino al pronunciamento degli organi di giustizia sportiva. Ma la Lega ha fretta di chiudere il campionato. —
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