Gazzetta di Reggio

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Basket serie A

Unahotels salva nonostante il ko a Sassari

Linda Pigozzi
Tutta la grinta di Justin Johnson
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Tutta la grinta di Justin Johnson

La Fortitudo mette in salvo i biancorossi piegando Cantù

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REGGIO EMILIA. È salvezza. Nonostante in Sardegna non finisca in festa, dopo un primo tempo sontuoso, la Unahotels è salva grazie alla Fortitudo che stende Cantù e la lascia a quota 16 punti.
Con 40’ ancora da giocare - la stagione regolare si chiuderà solo lunedì 10 maggio col match interno con Venezia - i biancorossi sono al sicuro e un applauso va al coach Caja che, malgrado qualche down, ha saputo dare un’identità al gruppo disunito e demotivato che aveva preso in mano in un momento in cui le acque erano parecchio agitate.

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Peccato però...perché la festa in Sardegna avrebbe anche potuta esserci.
Nella notte al pala Serradimigni è infatti subito Unahotels. Il 6 a 0 con cui il team biancorosso, privo dell’infortunato Koponen, inaugura il match gela i sardi. Con un’invenzione di Spissu, la Dinamo si blocca, ma lo fa solo dopo più di 2’ di reale dominio reggiano. E lo fa con i tre liberi di Bendzius riportano i padroni di casa a strettissimo contatto. Dalla media Elegar stoppa il break aperto di Sassari. Da lì riparte la risalita della Unahotels. Sassari continua a viaggiare a percentuali offensive minime mentre Taylor innesca Kyzlink per il veloce 5 a 0 che lancia Reggio sul +7 (8-15). Il gioco da tre punti di Sims, al rientro dopo due gare da spettatore, e quindi il canestro di Johnson portano poi al meritato +10 all’8’. Sotto la Dinamo soffre la mancanza dell’infortunato Ethan Happ ma si scuote ugualmente: sul finire del quarto: Treier si scalda e i sardi tornano sul -3. Lemar e Baldi Rossi fissano poi il punteggio sul 19 a 25 al primo gong.
In quello stesso momento, ben lontano dal pala Serradimigni, Cantù è avanti di un punto sulla Fortitudo nella sfida salvezza all’Unipol Arena.

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In Sardegna, Reggio non si fa distrarre da una serie di fischiate dubbie: al 12’ i biancorossi comandano infatti 22-33. L’atmosfera si fa rovente con il coach Caja che, per proteste si vede fischiare un tecnico. La Unahotels si mantiene però al comando. E tanto merito va a Lemar, splendido nello sfuggire alla difesa di casa. Reggio così cresce e sprinta sul 28 a 41, un +13 viene autografato a lettere d’oro da Johnson. Kyzlink e Taylor ampliano la forbice del vantaggio (34-49 al 18’). Sfonda addirittura quota 50 punti la Unahotels nel primo periodo. Alla pausa lunga si va infatti sul 43 a 53, mentre a Bologna all’intervallo è perfetta parità (38 pari) fra Fortitudo e Cantù.
Disgraziatamente ci sono ancora 20’ di battaglia. E ha tutta un’altra faccia la Dinamo quando risale sul parquet. In meno di 3’, complice l’inarrestabile Bendzius, Sassari ha già ridotto il gap a 4 lunghezze. Il ruggito del lituano fa tremare i biancorossi, sorpresi dal violento avvio di ripresa dei sardi. È Bonacini a spezzare il ritmo sassarese, ma è solo un attimo: Sassari continua a mangiarsi la difesa ospite per il preoccupante -1 (58-59) al 26’ firmato da Bilan.
Con uno sforzo immane, la Unahotels tiene dietro la Dinamo per i successivi minuti quando Bendzius scocca la tripla che vale il pareggio (63-63). In volata, un attimo prima del terzo gong, la Unahotels riesce a riesce a rimettersi avanti (68-69) mentre all’Unipol Arena la Fortitudo s’è messa in corsa di sorpasso e chiude il quarto sul 56 a 52.
Al pala Serradimigni la Dinamo si prende il vantaggio con una gran giocata di Kruslin. Da qui è una lenta ma inesorabile marcia degli uomimi di Pozzecco: al 32’ Treier dice +5 dall’arco. Reggi s’incapponisce al tiro pesante senza raccogliere nulla sino a quando Taylor (finalmente) si sblocca dopo sette errori dai 6,75 e, al 36’ abbondante, riporta il match in parità (78 pari).
Sassari ha però più gas e pure più lucidità e colpisce Reggio con precisione scientifica. Manca 1’ al termine della sfida in Sardegna, quando Reggio precipita a -7 affondata dalla tripla avvelenata di Spissu. Ed è ormai persa, quando da Bologna arriva la notizia del successo della Fortitudo (75-68) su Cantù. È salvezza. Per meriti altrui, sostanzialmente, ma è pur sempre salvezza.

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