Alberici, numero uno Figc «Finalmente si ricomincia le società protagoniste»
Ma poi il presidente del comitato emiliano-romagnolo della Federcalcio boccia la proposta di congelare le annate per i giovani rimasti fermi un anno
REGGIO EMILIA. «Oggi diventiamo gialli» è la frase più normale del mondo, in questo tempo pandemico. Anzi, tutti accolgono questa variazione cromatica con grande sollievo. Perché giallo, ancor più del verde, è il colore della speranza e della ripartenza. Nello sport, ad esempio. E quando diciamo sport non possiamo non pensare a tutto quello che - per più di un anno, è stato costretto a rimanere fermo. Pensiamo alle categorie giovanili di qualunque sport, dal calcio fino al nuoto, solo per citare due tra quelli più penalizzati dalle normative anticovid.
Così, ecco che nel basket, per voce del responsabile del settore giovanile della Pallacanestro Reggiana Andrea Menozzi, si è fatta strada la proposta di allungare di un anno la trafila delle giovanili per permettere ai ragazzi di recuperare il gap verso l’orizzonte professionistico.
Un dibattito - questo delle annate da recuperare - che in queste settimane ha riguardato anche il calcio giovanile. Invero, su questo tema, Simone Alberici, da pochi mesi eletto alla presidenza del Comitato regionale della Figc ha una propria opinione. «Premetto che una decisione sul congelamento delle annate può arrivare soltanto dal livello nazionale della Federazione ovvero dalla presidenza del Settore Giovanile e Scolastico. Detto questo, la mia personale opinione in materia è che sarebbero tante le controindicazioni a questa mossa che oltretutto reputo difficilmente realizzabile sul piano normativo».In altre parole, secondo Alberici, «una decisione di questo tipo anche se presa a livello nazionale non può prescindere dai regolamenti e dalle norme europee e internazionali. Ma non solo: penso che sarebbe fondamentalmente sbagliato fare scelte sulla base anagrafica. Per capirci, se un bimbo di 12 anni comincia a quell’età a giocare a calcio, cosa facciamo? Lo facciamo giocare a 5 con i bimbi più piccoli?». L’altro aspetto su cui il numero uno della Figc emiliano-romagnola insiste per avvalorare la propria contrarietà al congelamento delle annate, riguarda il principio dell’universalità: «Se siamo in questa situazione- dice - è per via di una pandemia. Quindi, siamo tutti nella stessa situazione e sarebbe ingiusta qualunque fuga in avanti». E allora, di fronte a questo muro con che spirito si riparte, ad esempio con l’attività giovanile: «Con lo spirito di chi vuole tradurre in un grande segnale di ripartenza tutto l’entusiasmo e la voglia che io vedo e tocco con mano nelle società. «La ripartenza dell’Eccellenza? Io la rivendico perché per la prima volta è stata data la possibilità alle società di decidere il da farsi. Nessuna decisione calata dall’alto: sarà lo spirito delle consulte che mi accingo a varare sul territorio». —
m.s.
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