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Il coach dei diavoli 

«Allenamenti distanziati e niente gare per i ragazzi Ma il rugby è un’altra cosa»

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REGGIO EMILIA. Anche il mondo del rugby è alle prese con lo stop ai campionati giovanili imposto dalla pandemia.

Ad eccezione del PeroniTOP10, tutti i tornei della Federugby sono stati annullati, compresi quelli nazionali e regionali che avrebbero visto ai nastri di partenza le squadre Under 18, Under 16 e Under 14 del Valorugby Emilia.

«Finchè abbiamo potuto, ci siamo organizzati facendo fare ai ragazzi allenamenti di attività motoria in campo nel pieno rispetto del distanziamento - commenta il direttore tecnico dei Diavoli Roberto Manghi – Solo dopo il ritorno in zona rossa abbiamo stoppato le attività. Con l’istituzione del nuovo protocollo Fir e l’attività facoltativa annunciata per giugno, riprenderanno gli allenamenti di Under 14, Under 16 e Under 18, sempre nella massima sicurezza. Purtroppo per i bimbi del minirugby lo stop continua, ma appena possibile cercheremo di riportare in campo anche loro».

Naturalmente, gli allenamenti saranno “distanziati”. «È una magra consolazione – commenta Manghi - perché il nostro è uno sport di contatto, non basta poter fare una preparazione di questo tipo. Il ritorno alla normalità mi sembra ancora lontano. Credo ne usciremo soltanto con l’incremento delle campagne vaccinali. Solo con giocatori vaccinati sarà possibile riprendere in serenità».

Sulla proposta discussa in Federazione Italiana Pallacanestro di un possibile prolungamento di un anno dell’attività giovanile, Manghi risponde: «Un eventuale modifica delle categorie giovanili passa necessariamente attraverso un pronunciamento dell’assemblea federale. Io posso solo esprimere un’opinione personale. Onestamente non credo sia questa la risposta da dare a una problematica come quella della pandemia. Finito il percorso giovanile, che nel rugby coincide con i 18 anni, un ragazzo con i numeri ha già l’età per confrontarsi con il massimo livello. Per chi invece non fosse ancora pronto, o non avesse il talento necessario, ci sono le squadre di categoria inferiore. Al Valorugby abbiamo una squadra iscritta al campionato di serie B proprio per dare possibilità a chi non è pronto, o a chi non ha comunque raggiunto un livello sufficiente per giocare in TOP10, di praticare comunque questo splendido sport. Ma se un atleta a 18 anni dimostra di poter competere, è giusto dargli l’opportunità di mettersi alla prova nel massimo campionato». —

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