La Fortitudo mette al sicuro la Unahotels
Ai biancorossi non basta un primo tempo sontuoso per piegare Sassari La salvezza matematica arriva lo stesso grazie alla sconfitta di Cantù a Bologna
Linda Pigozzi
reggio emilia. È salvezza. Nonostante in Sardegna non finisca in festa, dopo un primo tempo sontuoso, la Unahotels è salva grazie alla Fortitudo che stende Cantù e la lascia a quota 16 punti.
Con 40’ ancora da giocare - la stagione regolare si chiuderà solo lunedì 10 maggio col match interno con Venezia - i biancorossi sono al sicuro e un applauso va al coach Caja che, malgrado qualche down, ha saputo dare un’identità al gruppo disunito e demotivato che aveva preso in mano in un momento in cui le acque erano parecchio agitate.
Peccato però...perché la festa in Sardegna avrebbe anche potuta esserci.
Nella notte al pala Serradimigni è infatti subito Unahotels. Il 6 a 0 con cui il team biancorosso, privo dell’infortunato Koponen, inaugura il match gela i sardi. Con un’invenzione di Spissu, la Dinamo si blocca, ma lo fa solo dopo più di 2’ di reale dominio reggiano. E lo fa con i tre liberi di Bendzius riportano i padroni di casa a strettissimo contatto. Dalla media Elegar stoppa il break aperto di Sassari. Da lì riparte la risalita della Unahotels. Sassari continua a viaggiare a percentuali offensive minime mentre Taylor innesca Kyzlink per il veloce 5 a 0 che lancia Reggio sul +7 (8-15). Il gioco da tre punti di Sims, al rientro dopo due gare da spettatore, e quindi il canestro di Johnson portano poi al meritato +10 all’8’. Sotto la Dinamo soffre la mancanza dell’infortunato Ethan Happ ma si scuote ugualmente: sul finire del quarto: Treier si scalda e i sardi tornano sul -3. Lemar e Baldi Rossi fissano poi il punteggio sul 19 a 25 al primo gong.
In quello stesso momento, ben lontano dal pala Serradimigni, Cantù è avanti di un punto sulla Fortitudo nella sfida salvezza all’Unipol Arena.
In Sardegna, Reggio non si fa distrarre da una serie di fischiate dubbie: al 12’ i biancorossi comandano infatti 22-33. L’atmosfera si fa rovente con il coach Caja che, per proteste si vede fischiare un tecnico. La Unahotels si mantiene però al comando. E tanto merito va a Lemar, splendido nello sfuggire alla difesa di casa. Reggio così cresce e sprinta sul 28 a 41, un +13 viene autografato a lettere d’oro da Johnson. Kyzlink e Taylor ampliano la forbice del vantaggio (34-49 al 18’). Sfonda addirittura quota 50 punti la Unahotels nel primo periodo. Alla pausa lunga si va infatti sul 43 a 53, mentre a Bologna all’intervallo è perfetta parità (38 pari) fra Fortitudo e Cantù.
Disgraziatamente ci sono ancora 20’ di battaglia. E ha tutta un’altra faccia la Dinamo quando risale sul parquet. In meno di 3’, complice l’inarrestabile Bendzius, Sassari ha già ridotto il gap a 4 lunghezze. Il ruggito del lituano fa tremare i biancorossi, sorpresi dal violento avvio di ripresa dei sardi. È Bonacini a spezzare il ritmo sassarese, ma è solo un attimo: Sassari continua a mangiarsi la difesa ospite per il preoccupante -1 (58-59) al 26’ firmato da Bilan.
Con uno sforzo immane, la Unahotels tiene dietro la Dinamo per i successivi minuti quando Bendzius scocca la tripla che vale il pareggio (63-63). In volata, un attimo prima del terzo gong, la Unahotels riesce a riesce a rimettersi avanti (68-69) mentre all’Unipol Arena la Fortitudo s’è messa in corsa di sorpasso e chiude il quarto sul 56 a 52.
Al pala Serradimigni la Dinamo si prende il vantaggio con una gran giocata di Kruslin. Da qui è una lenta ma inesorabile marcia degli uomimi di Pozzecco: al 32’ Treier dice +5 dall’arco. Reggi s’incapponisce al tiro pesante senza raccogliere nulla sino a quando Taylor (finalmente) si sblocca dopo sette errori dai 6,75 e, al 36’ abbondante, riporta il match in parità (78 pari).
Sassari ha però più gas e pure più lucidità e colpisce Reggio con precisione scientifica. Manca 1’ al termine della sfida in Sardegna, quando Reggio precipita a -7 affondata dalla tripla avvelenata di Spissu. Ed è ormai persa, quando da Bologna arriva la notizia del successo della Fortitudo (75-68) su Cantù. È salvezza. Per meriti altrui, sostanzialmente, ma è pur sempre salvezza. —
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