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Biancorossi al sicuro ma i playoff sono inarrivabili

Adriano Arati
Biancorossi al sicuro ma i playoff sono inarrivabili

Il team non potrà confermare l’ottavo posto dell’andata L’era Caja proseguirà anche la prossima stagione 

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Adriano Arati

reggio emilia. La grande sorpresa, l’incompiuta, la squadra in caduta libera e, a chiudere, quella rimessa insieme con le buone o con le cattive. Ha cambiato molti volti la Unahotels in questa stagione che verrà ricordata per le tante sofferenze oltre che per la convivenza con la pandemia, patimenti che rischiano di cancellare anche i primi brillantissimi mesi del gruppo biancorosso.

avvio a bomba

L’avventura reggiana è iniziata con un mercato giudizioso gestito dal coach Antimo Martino, concluso con gli ingaggi di veterani affidabili come Elegar e Bostic. E sul campo, le cose si erano subito messe bene, a partire da una Supercoppa in cui la Unahotels ha avuto un solo passaggio a vuoto ed è quasi riuscita a scippare la qualificazione alla fase finale alla Virtus. Martino aveva plasmato un gruppo determinato, aggressivo, capace a sfruttare il l’atletismo a disposizione e la classe del duo Taylor-Bostic. Ciliegina sulla torta, il sorprendente rendimento del 17enne centro Cham. Pure l’avvio in campionato aveva regalato sorrisi. Tre vittorie e due sconfitte nelle prime cinque gare, inchinandosi solo a una Brindisi già pronta a diventare grandi e alla regina Milano, e una rivincita nel derby con la Virtus.

le prime crepe

L’avanzare dell’autunno ha portato le prime crepe. Praticamente tutta la squadra si contagia, deve rimanere ferma alcune settimane e poi è costretta a rientrare, ancora malconcia, con Pesaro. Le grandi energie mostrate a settembre e ottobre sembrano sparite, arrancando si arriva a fine 2020, la squadra perde ritmo e non riesce più a difendere con intensità né tanto meno a correre come prima. Solo uno stellare mese di Taylor riesce a tenere a galla la Unahotels, che saluta anche Blums. Il tiratore lettone ha inciso poco sul campo ma, riconosceranno i dirigenti, il suo addio ha invece tolto leadership fondamentale alla rosa. La formazione aggressiva e brillante disegnata da Martino non c’è più.

in caduta

A gennaio, la situazione precipita. Gli infortuni a Johnson e Elegar sguarniscono il reparto lunghi, il mercato regala i botti Koponen e Sutton, prestigiosi ma poco produttivi. Sutton litiga subito con Martino, Koponen impiegherà mesi a trovare ritmo. A fine gennaio, anche la qualificazione in Europe Cup è sofferta, pur con rivali non strepitose.

il collasso

A febbraio, il collasso. Elegar rimane fuori a lungo fra tanti malumori, Bostic rompe con il coach, si prova la rivoluzione, con gli ingaggi di Sims e Lemar. Niente da fare, la Unahotels non ha gioco, non ha mordente, non riesce mai a correre e a metà campo non sfrutta neppure la classe di Sims. E ogni sprazzo buono viene rovinato da momenti di bui sempre più fatali.

la rinascita

A metà marzo, la società deve arrendersi, Martino viene esonerato, si punta su Attilio Caja. Il coach pavese impiega qualche settimane per riuscire a dare la sua impronta, semplifica e mette ordini, con il suo rigore e la sua forza, anche con scelte dure. Nelle ultime gare rinuncia al talento di Sims, affidandosi al presidio difensivo offerto da Elegar. In qualche modo si arriva a quota 20, complice la sparatoria vincente con Varese. Alla salvezza ci pensa la Fortitudo, che batte Cantù. Meglio così, perché un ultimo turno con Venezia a caccia del quarto posto non avrebbe lasciato sonni tranquilli.

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